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Festa di San Giovanni, torna a suonare la campana civica di Palazzo Madama

TORINO. Per la festa di San Giovanni, patrono di Torino, torna a suonare la campana civica di Palazzo Madama. Alle ore 20 precise di oggi, martedì 23, vigilia della festività di San Giovanni Battista, Claudio Maddalena e Marco Di Gennaro di “CampaneTo”, un gruppo di musicisti organizzatori di concerti per campane e appassionati di storia delle chiese di Torino, dei loro campanili e delle loro campane, saliranno sulla torre di Palazzo Madama che fronteggia il Palazzo della Prefettura per azionare il batacchio dell’antica grande campana civica, vecchia di trecento cinquant’anni, a suo tempo voluta da Carlo Emanuele II, duca di Savoia.

La campana di bronzo fu realizzata nell’antica Fonderia Simon Boucheron e a suo tempo venne posizionata sulla torre medievale, accanto ad un grande orologio pubblico preesistente. La campana è decorata da ghirlande in rilievo, oltre che dalla figura di un vescovo e di un Angelo annunciante.

La campana di Palazzo Madama

Intonata sulla nota del “mi”, veniva suonata per scandire le ore del giorno, ma anche per segnalare eventi drammatici e situazioni di imminenti pericoli per i residenti. Fu poi smantellata quando venne eretta la nuova facciata barocca di Palazzo Madama, capolavoro di Filippo Juvarra. Nel 1874, rischiò di andare perduta per sempre o fusa per costruire cannoni. Fu salvata da una sottoscrizione popolare indetta dalla Gazzetta del Popolo e finalmente posizionata, laddove oggi si trova, novant’anni orsono.
Quella di questa sera è un’occasione da non perdere per risentirne il suono.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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