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Da Torino a Trieste con l’idrovolante: è storia di 90 anni fa

TORINO. Il trasporto aereo di persone e merci, con la nascita delle prime compagnie  tra gli anni ’20 e ’30 del novecento iniziò ad ottenere un’ampia diffusione, anche se comunque le distanze coperte erano ancora piuttosto brevi, se si esclude il periodo limitato dei dirigibili Zeppelin, in cui non mancarono incidenti spiacevoli e disastrosi,   che collegavano l’Europa con gli Stati Uniti. Era il 1 aprile del 1926 quando venne inaugurata dalla Società Italiana Servizi Aerei  la prima tratta aerea regolare per il trasporto di passeggeri in Italia, la Torino – Trieste.

L’idea fu dei fratelli triestini Cosulich, che avevano avviato una scuola di volo per piloti di idrovolanti, la rotta seguiva il corso del fiume Po con scali intermedi a Pavia e Venezia. Vennero realizzati degli idroscali per fare approdare i velivoli, a Torino l’hangar rialzato di qualche metro dal livello del Po, si trovava vicino al ponte Isabella e gli idrovolanti decollavano e ammaravano nel tratto di fiume sino al ponte Umberto I, davanti al Parco del Valentino. La flotta era composta da due idrovolanti biplani CANT 10ter con un posto all’aperto per il pilota e la possibilità di ospitare nella carlinga cinque passeggeri, le partenze erano sincronizzate da Torino e Trieste con tre voli a settimana di circa 5 ore per coprire la distanza di 575 km, uno al mattino ed uno al pomeriggio, il costo del biglietto non certo economico era di 350 lire.

Per il volo inaugurale però vennero utilizzati quattro idrovolanti, due partirono da Torino e contemporaneamente due da Trieste ed allo scalo intermedio di Pavia tra la folla plaudente presenziò anche sua eccellenza Mussolini. Già nel primo anno di attività, la società S.I.S.A. ottenne un buon successo trasportando merci, sacchi postali e 1.588 passeggeri, certo coraggiosi viaggiatori e pionieri del volo, se si considera che all’interno della carlinga non c’era pressurizzazione e riscaldamento e nel costo del biglietto era compresa una coperta ed una borsa dell’acqua calda.

Otto anni dopo l’inaugurazione, nel 1934 la linea degli idrovolanti terminò i collegamenti e si dovette attendere sino al primo dopoguerra per avere degli aerei “di linea” più confortevoli ed affidabili e su lunghe distanze grazie al progresso tecnologico. L’edificio dell’idroscalo sul Po venne abbandonato e trasformato in ristorante, per poi essere demolito definitivamente negli anni ’50 cancellando definitivamente la testimonianza di quella che fu la prima tratta aerea italiana.

 

    

 

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Beppe Ronco

Torinese, appassionato di montagna e di fotografia, ha scritto alcuni libri sui castelli e sulle fortificazioni del Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e dell’arco alpino.

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