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Compleanno speciale al ristorante Del Cambio con la nouvelle vague della cucina torinese

Il gruppo dei 18 chef guidati da Matteo Baronetto (nell’immagine di destra)

 

TORINO. Compleanno speciale per il ristorante Del Cambio. Lo storico locale torinese   di piazza Carignano dove pranzava Cavour, ricco di una cantina con 19.000 bottiglie e 2.200 etichette, è stato per una sera il cuore del Risorgimento della cucina torinese. Una “All Star” del gusto, per celebrare il compleanno del ristorante il 5 ottobre, dove lo chef Matteo Baronetto ha chiamato i colleghi più rappresentativi di una nouvelle vague torinese componendo una brigata d’eccezione.

«Questo menù, firmato collettivamente dai cuochi delle nuove realtà gastronomiche cittadine – spiega Matteo Baronetto – è a mio avviso una ‘Carta Costituente’, che certifica quanto, dal 2014, questa città sia tornata al centro della scena nazionale, segnando l’inizio di un nuovo Risorgimento enogastronomico».

Tra i 18 chef Manuel e Christian Costardi di “Edit”, Silvio Saracco di “Snodo”, Stefano Sforza di “Les Petites Madeleines e Beppe Gallina di “Pescheria Gallina”. I vini in abbinamento sono stati selezionati da Davide Buongiorno, sommelier di “Del Cambio”. Tra gli ospiti della serata che si è tenuta la settimana scorsa, il presidente della Juventus Andrea Agnelli, lo scrittore Alessandro Baricco e l’attrice comica Luciana Littizzetto.

Un po’ di storia. Del Cambio è il sogno che non s’interrompe mai e continua anche oggi, quando seduti al tavolo di Cavour, immersi nella straordinarietà architettonica di piazza Carignano, ci immaginiamo di passeggiare e chiacchierare attorniati da dame, cavalieri e figuri di ogni foggia. Fondato nel 1757, è riconosciuto come l’emblema della cultura torinese, dai suoi saloni, negli anni tra il 1821 e il 1861, sono passati gli uomini e le donne che hanno fatto la storia d’Italia e non solo. Ai suoi tavoli per almeno tre secoli si sono avvicendati personaggi da ogni dove, personalità che hanno brillato e dato il loro contributo alla politica, alla letteratura, al teatro, alla musica, alla scienza, alla filosofia, all’arte. Come già detto, Cavour ne è stato un habitué, Casanova, Puccini, Balzac, Nietzsche, Verdi, Marinetti, D’Annunzio, la famiglia Agnelli e lo scrittore Mario Soldati sono solo alcuni degli illustri ospiti del locale. E come dimenticare le fascinose divine: Eleonora Duse, Maria Callas e Audrey Hepburn, grandi affezionate dei suoi saloni.

In quanto al nome, sono due le ipotesi. C’è chi ritiene che il “cambio”, infatti, potesse essere quello dei cavalli di posta dei viaggiatori in transito da e verso Parigi, che usavano sostare in quella zona, o forse il cambio della moneta, visto che la piazza era ritrovo della “gente d’affari e di commercio”. Ma anche chi è convinto che dipenda dal fatto che il caffè ospitasse “la borsa dei negozianti”.

 

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