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A Ceresole Reale si festeggiano i primi 90 anni dall’inaugurazione della diga e del lago artificiale

Una mostra fotografica con gli scatti d’epoca esposta in quota nella Casa Alpina Pierfranco Nigretti per ricordare la fatica degli operai che lavorarono per cinque anni alla costruzione della possente diga dell’Alta Valle dell’Orco

CERESOLE REALE (To), Alta Val d’Orco. Gli anni passano, e i decenni si susseguono a ritmo incessante anche nell’Alta Valle dell’Orco, all’ombra del Gran Paradiso, che con i suoi 4061 metri di altezza domina le alture delle Alpi Graie, oltre che l’omonimo massiccio e l’omonimo parco.

Così, anche la diga di Ceresole Reale si avvia a compiere i suoi primi 90 anni dalla sua inaugurazione. Parliamo dell’inaugurazione della diga, non dell’inizio della sua costruzione, che invece risale al 1925, e cioè a quasi cento anni fa. La diga di Ceresole venne inaugurata il 2 Agosto 1931, un anno dopo il termine della sua ultimazione, con una solenne cerimonia a cui partecipò, in veste di padrino, Umberto di Savoia, allora principe di Piemonte, che poi fu re d’Italia per un solo mese, nel Maggio del 1946, prima del suo esilio, che seguì alla sconfitta della monarchia nel referendum nazionale.

Le antiche foto della costruzione della diga, scattate nel corso dei cinque anni che furono necessari per realizzarla, con la conseguente formazione di un vasto lago artificiale, il lago di Ceresole, sono state recuperate, raccolte ed esposte in un edificio costruito in quota all’epoca dei lavori, la Casa Alpina Pierfranco Nigretti: gli interessanti scatti resteranno esposti almeno per tutto il mese di Agosto del 2021.

Un’antica cartolina del Lago artificiale di Ceresole e del fronte della diga.
Anni Trenta del Novecento

Decine di fotografie, che sono la testimonianza della fatica di centinaia di operai e carpentieri, manovali e tecnici reclutati in ogni regione d’Italia per costruire la diga e il bacino del lago, le centrali elettriche e i canali di derivazione. I turni erano a dir poco massacranti con un orario di lavoro ben superiore alle 8 ore di lavoro giornaliero, e non sempre venivano rispettate le festività, soprattutto nelle stagioni estive, per sfruttare al massimo le più lunghe giornate di sole e di bel tempo.

La costruzione della diga di Ceresole fu iniziata ufficialmente il 22 luglio 1925; la creazione del bacino portò alla sommersione di decine di case delle frazioni sparse nella conca oggi occupata dal lago.

Foto aerea del Lago artificiale di Ceresole. Fonte: Comune di Ceresole

Nel 1930, quando la diga ed il bacino furono completati, si contarono complessivamente 21 caduti sul lavoro, per incidenti e disgrazie.

Il lago artificiale di Ceresole (1.582 metri s.l.m.) si trova nella Valle Orco, nel territorio del comune di Ceresole Reale. L’invaso, con una capacità pari a circa 35 milioni di metri cubi d’acqua, è stato ottenuto dallo sbarramento del torrente Orco e dei suoi affluenti: è un autentico capolavoro dell’ingegneria idraulica dell’epoca, e ancor oggi è in grado di stupire per la sua imponenza. Misura più di 3 km di lunghezza ed è largo circa 700 metri. Le sue acque alimentano la centrale idroelettrica di Rosone, che ha una capacità produttiva di 70 milioni di kWh l’anno.

Mappa dell’alta Valle dell’Orco, con il Lago di Ceresole

Attorno al lago si snoda una comoda pista di circa 9 km, su cui d’estate è possibile fare delle rigeneranti passeggiate; nelle stagioni invernali, viene utilizzata come pista di fondo.

Una curiosità: i comuni piemontesi di Ceresole e Venaria sono gli unici toponimi italiani che possono fregiarsi dell’appellativo “Reale”.

Un’immagine del Massiccio del Gran Paradiso, con la vetta di 4061 metri che domina la Valle dell’Orco
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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, ha pubblicato, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio, le monografie "Torèt, le fontanelle verdi di Torino", "Portoni torinesi", "Chiese, Campanili & Campane di Torino" e "Giardini di Torino". Come giornalista, collabora con la rivista "Torino Storia". Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo per Monginevro Cultura le edizioni annuali dell'“Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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