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Un calcio alla malattia, nasce la prima squadra di adolescenti guariti dal tumore

TORINO. Il reparto di oncoematologia dell’ospedale infantile “Regina Margherita”, l’associazione Casa Ugi e il Torino FC hanno presentato oggi il progetto benefico Prendiamo a calci la malattia e vinciamo la coppa. Nella sala conferenza dello stadio “Grande Torino”, presenti  il difensore granata Emiliano Moretti, da sempre particolarmente sensibile al tema, la dottoressa Franca Fagioli (direttore di Oncoematologia all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino), il dottor Enrico Pira (presidente di Casa UGI) e il dottor Silvio Falco (direttore generale Città della Salute di Torino) è stato presentato il progetto, nato da un’idea nata nel ritiro estivo del Torino. La squadra si chiamerà 100% e sarà è la prima squadra di calcio formata da adolescenti guariti da un tumore: da  fine mese si allenerà con lo staff del Toro.

Nel corso della presentazione del progetto è stata fatta notare l’importanza di aiutare questi pazienti affinché autonomia, relazione, progettazione del proprio futuro non siano completamente sospesi per la malattia. «Curare gli adolescenti vuol dire riconoscere questa complessità – ha dal dottoressa Fagioli – e riconoscere la necessità di realizzare una presa in carico globale del paziente e della sua famiglia, con una equipe multi-specialistica dedicata, in grado di offrire servizi, attività e spazi a loro dedicati».

«Grazie a chi ha contribuito a trasformare un’idea che si pensava irrealizzabile in realtà – ci ha tenuto a sottolineare Moretti -. In bocca al lupo ai ragazzi, vestiti in granata sono bellissimi. Io credo che noi calciatori che abbiamo la fortuna di fare questo mestiere, facendo della nostra passione un lavoro, siamo in obbligo di dover pensare anche ad iniziative come questa».

I bambini che ogni anno, in Italia, si ammalano di tumore sono circa 1.400,  gli adolescenti sono invece 800:  si verificano 164 casi per milione di bambini e 269 per milione di adolescenti. Grazie alla ricerca biologica e clinica, nonché all’utilizzo di protocolli sempre più efficaci, il numero dei guariti è in continuo aumento. Se nel 2000 la stima era di un giovane adulto, tra i 16 e i 34 anni, sopravvissuto su 900, oggi si parla di un guarito ogni 450. La malattia tumorale in età pediatrica incide in un momento delicato del processo di crescita di un giovane, che con la diagnosi si trova ad affrontare le cure proprio quando sono chiamati a non perdere l’appuntamento con il raggiungimento di tappe fondamentali dello sviluppo personale e relazionale. «Negli anni ’70 i dati sull’oncologia pediatrica erano sconfortanti, meno del 40% guariva – spiega Silvio Falco, dg Città della Salute di Torino –. Ora si supera l’80%».

 

 

 

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