Torino

Sant’Anna di Torino da record: è stato il primo ospedale in Italia nel 2017 per numero di parti

E’ l’ospedale Sant’Anna di Torino il primo per numero di parti in Italia. A fornire i dati è il sito doveecomemicuro.it, che riporta i dati del Programma Nazionale Esiti dell’anno 2017. L’ospedale torinese si è preso la prima posizione con ben 7.052 parti effettuati. Al secondo posto, nettamente staccato, è l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, con 5.906; al terzo posto di questa particolare graduatoria troviamo l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Romacon 4.441. Completano la Top 5 l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (4235 parti) e il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma (4219). Un grande risultato per la sanità piemontese che conferma la sua altissima qualità in qualsiasi ambito con numeri molto positivi.

In quanto ai parti in regione al secondo posto troviamo l’ Ospedale Maggiore Carità di Novara (1936) e a seguire l’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo (1814), il Presidio Ospedaliero C. Massaia di Asti (1454) e l’Ospedale Maria Vittoria di Torino (1386)

Le strutture pubbliche o private accreditate che nella Regione Piemonte effettuano parti sono 26. Il 38 per cento rispetta il valore di riferimento fissato a 1000 parti mentre il 15 per cento non rispetta il valore minimo di 500 parti l’anno. Queste strutture, oltre a effettuare un maggior numero di parti, raggiungono performance molto alte anche per quanto riguarda le percentuali di tagli cesarei (che devono mantenersi inferiori-uguali al 25%).

L’Ospedale SS. Annunziata di Savigliano, l’Ospedale Santa Croce di Moncalieri, l’Ospedale degli Infermi di Rivoli, l’Ospedale Civile Santi Antonio e Biagio di Alessandria e l’Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino raggiungono performance molto alte sia per quanto riguarda il numero di parti (che deve mantenersi maggiore-uguale a 1000), sia per ciò che concerne le percentuali di tagli cesarei.

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Ernesto Bodini

Da 30 anni svolge un’intensa attività di free-lance in vari settori: medico-scientifico, socio-sanitario e socio-assistenziale. Come addetto stampa, moderatore e relatore ha preso parte a convegni, congressi, workshop, giornate di studio, master e conferenze in ambito culturale, sociale e soprattutto medico-scientifico. È consulente e punto di riferimento per associazioni e organizzazioni di volontariato.

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