Torino

L’importanza del sonno “ristoratore”: i consigli del professor Strata

Nel corso di una conferenza che si è tenuta al Centro di Biologia Cellulare e Molecolare di Torino, il docente emerito di Neurofisiologia ha sottolineato quanto sia importante riposare in modo corretto

TORINO. Una recente relazione sul tema Per un sano dormire è stata tenuta nei giorni scorsi, per iniziativa dell’associazione culturale “Più Vita in Salute”, dal prof. Piergiorgio Strata, docente universitario emerito di Neurofisiologia e neuroscienziato all’Università di Torino. Una condizione fisiologica che interessa tutti gli esseri viventi, quindi non solo l’uomo e gli animali, ma anche il regno vegetale.

«Il sonno – ha esordito – è un argomento affascinante per tutti, non solo per chi, come noi, ha speso la vita a cercare di capire a che cosa serva, ma per chiunque sappia apprezzare il senso di ristoro che può portare una buona dormita o comprendere l’assoluta miseria associata alla mancanza di un meritato riposo. Non ci sono grossi dubbi che il sonno sia importante per il benessere generale e specialmente per il cervello, e la sua dinamica lo colloca indubbiamente tra i misteri più affascinanti con non pochi quesiti».

In effetti, chi non sente il bisogno di dormire? Chi, nel corso della propria esistenza, non ha dovuto “sopportare” qualche episodio di notte insonne? A questo riguardo il relatore ha rammentato il curioso episodio avvenuto nel 1964 a San Diego (California), quando al diciasettenne Randy Gardner e ai suoi compagni Bruce McAllister e Joe Marciano Jr venne in mente un esperimento da portare a scuola come ricerca scolastica: dimostrare gli effetti dell’assenza del sonno, e fu proprio questo giovane intraprendente che affrontò la prova riuscendo a non dormire per 264 ore consecutive ossia 11 giorni, alla scadenza dei quali dormì 14 ore filate senza riportare conseguenze apparenti sia sul piano fisico che psichico, e stabilendo così un record…

Ma perché si dorme?

«Molti lavori – ha spiegato il cattedratico – dimostrano che dormire non solo è necessario al proprio organismo, ma che dormire “male” è causa di malattie. Il sonno, essendo così radicato, deve avere un significato che rientra nell’evoluzione della vita e… della specie. Il sonno è un comportamento che noi definiamo un “ritmo circadiano”, ossia un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore, dal latino “circa diem” che significa appunto “intorno al giorno”. Tale periodo è il punto di riferimento a cui tutti ci adattiamo ed abbiamo un orologio interno che ci fa dormire 24 ore, ma tale non è uguale per tutti».

In pratica, dormire è una temporanea perdita di coscienza e la riduzione o la sospensione parziale del funzionamento dei centri nervosi, con la conseguente diminuzione delle varie funzioni organiche, come la circolazione, la respirazione ed il metabolismo, e se si dorme bene l’organismo ne trae certamente beneficio (equilibrio psicofisico), tanto da migliorare le proprie performance nelle ore successive al sonno. Una curiosa analisi di alcuni anni fa effettuta in California dal 2007 al 2012 su 3 milioni di donne, ha rilevato che migliorando il sonno si riducono i parti prematuri.

Le donne che lamentano di non dormire bene o sono affette da malattie come le apnee notturne ostruttive del sonno, hanno una probabilità doppia di mettere al mondo figli che nascono con sei settimane di anticipo. Al mondo il numero di bambini prematuri con tre mesi di anticipo è di 15 milioni ogni anno, e di questi 1,1 milioni muoiono durante il parto; mentre molti altri diventano disabili. Il cattedratico ha poi fatto un cenno sulle parasonnie, spiegando che secondo la più recente classificazione rappresentano un gruppo ampio ed eterogeneo di disturbi del sonno che consistono in “manifestazioni indesiderate” che accompagnano il sonno e che spesso sembrano finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.

In alcuni casi possono causare traumi e disturbare il sonno del paziente o di chi gli sta vicino. Le diverse forme di parasonnia vengono classificate in base alla loro occorrenza durante le diverse fasi del sonno e sono: parasonnie del sonno NREM (disordini dell’arousal), parasonnie solitamente associate al sonno REM, e altre parasonnie.

Quali, allora, i suggerimenti per un dormire sano e… ristoratore?

Il professor Piergiorgio Strata

«È indispensabile – conclude. Strata – eliminare ogni cattiva abitudine come ad esempio rendere la propria stanza da letto il più confortevole possibile (19° gradi di temperatura sarebbero ottimali), e nella stessa non avere la televisione e dormire allo scuro; non magiare prima di coricarsi, modificare la dieta riducendo gli zuccheri, cercare “relax” con una musica rilassante; infine, dormire almeno 8 ore e alzarsi possibilmente alla stessa ora».

Forse, è al caso di aggiungere, che leggere qualche pagina di un buon libro prima di spegnere la abat-jour, può conciliare il sonno e magari favorire un piacevole sogno, seguiti da un buon risveglio per dare l’opportunità alla giornata che ci sta dinanzi di essere la più bella della propria vita.

 

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Ernesto Bodini

Da 30 anni svolge un’intensa attività di free-lance in vari settori: medico-scientifico, socio-sanitario e socio-assistenziale. Come addetto stampa, moderatore e relatore ha preso parte a convegni, congressi, workshop, giornate di studio, master e conferenze in ambito culturale, sociale e soprattutto medico-scientifico. È consulente e punto di riferimento per associazioni e organizzazioni di volontariato.

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