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Il Filatoio di Caraglio rende omaggio a Federigo Sclopis

CARAGLIO. Nel novantesimo anniversario della nascita di Federigo Sclopis (Torino, 14 aprile 1929 – 18 maggio 1996), la Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio (Cn) propone un omaggio attraverso l’esposizione di un nucleo di 60 opere inedite dell’artista torinese, messe a disposizione della moglie Marie Josée Sclopis Todescato. La mostra, che verrà inaugurata domenica 14 aprile alle 17 da Vittorio Sgarbi, si potrà visitare nelle sale del filatoio di via Matteotti 40 sino al 14 luglio; dal giorno dopo sarà riallestita nelle sale auliche del secondo cortile del Filatoio.

L’autoritratto di Federigo Sclopis

Le opere di Federigo Sclopis sono dedicate prevalentemente ai protagonisti di un’umanità di provincia, in particolare quella cuneese, da lui così amata, nei soggiorni in valle o a Dronero, da cui proveniva la madre. Un mondo semplice e autentico, ormai sempre più difficile da trovare nel nostro magma culturale, che traspare anche nei quadri che celebrano i riti paesani fra cui la Banda e La processione o il ciclo delle Osterie. Il catalogo, a cura di Ivana Mulatero, con la collaborazione di Albina Malerba e del Centro di Studi Piemontesi, sarà il primo studio dedicato all’opera completa di questo pittore, stampato da Il Pennino editore.

“Federigo Sclopis – spiega la curatrice Ivana Mulatero –, sarà per i visitatori una clamorosa riscoperta perché questo artista, singolare per vicende personali e per la sua pittura, è certamente tra i più eccentrici protagonisti dell’arte italiana nel secondo Novecento, con la quale si è misurato per tutta la vita in un totale autodidattismo, traendo la cultura visiva dalle radici della sua nobile e illustre famiglia piemontese che ha dato i natali a figure di spicco come il disegnatore e incisore all’acquaforte, Ignazio Sclopis del Borgo, vissuto nel Settecento, vedutista topografo del re Vittorio Amedeo III”.

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