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E’ uscito “8” il nuovo album della band torinese dei Subsonica

TORINO. La band torinese dei Subsonica, giunta all’ottavo album in studio della loro carriera, ha chiamato a raccolta la stampa presso la fortezza – ovviamente a sezione ottagonale – di Castel del Monte, in Puglia, a pochi chilometri da Andria, per presentare la nuova fatica in studio, “8”.

La valenza simbolica del titolo (l’8 è il segno dell’infiniti, dell’equilibrio) attraversa tutto l’album, su diversi livelli. «Stiamo vivendo una relazione che ormai dura da due decenni –  spiega uno dei fondatori del gruppo Max Casacci -. Quando, dopo due anni di avventure soliste, abbiamo deciso di tornare a suonare insieme, la nostra prima mossa è stata cercare la matrice comune alla base delle avventure che ci hanno portato così lontano, ritrovando il modo di tornare ad essere protagonisti del proprio tempo». 

E qui entrano in gioco gli anni Novanta. «Era un periodo molto complesso ma anche molto interessante – prosegue il chitarrista dei Subsonica -, come lo saranno gli anni ’20 ai quali ci stiamo affacciando.  Non ci siamo messi a tavolino per decidere di fare un disco anni ’90: semplicemente, ci è venuto d’istinto. Arriviamo da discorsi – artistici – molto distanti tra loro: ci serviva un punto di partenza comune, e il nostro punto di partenza, come gruppo, sono stati gli anni ’90. Non ne facciamo un discorso di moda, quindi, anche se non escludo a priori che gli anni Novanta non tornino in auge anche per quanto riguarda l’aspetto estetico. Per capire cosa andrà in futuro bisogna andare a vedere cosa si vende nei mercatini dell’usato, e adesso – se ci fate caso – sulle bancarelle si vedono solo vestiti anni ’90».

“8”, registrato e prodotto in autonomia dai Subsonica, è stato mixato a Londra da Marta Salogni, ventottenne bresciana da anni residente nella capitale britannica, dove ha avuto la possibilità di operare come tecnico del suono presso gli studi della Mute Records e di collaborare con Bjork per le session dell’ultimo album dell’artista islandese.

Vent’anni di carriera, per una band, non sono pochi: molti gruppi, sottoposti a pressioni anche sensibilmente inferiori a quelle alle quali sono abituati Samuel e soci, non sono stati capaci di reggere il colpo. «Quando ci mettiamo insieme diamo più del 100% di quanto non possiamo dare singolarmente – spiega il tastierista Boosta, altro fondatore del gruppo, al secolo Davide Dileo  –. Ogni volta che facciamo un disco quello che dovrebbe essere il risultato finale si forma nelle menti di ognuno di noi in modo diverso. Il miracolo del quale siamo stati capaci è aver imparato, dopo ventidue anni insieme, a essere consapevoli di noi stessi, e a ballare sempre a tempo l’uno con l’altro. ‘8’ è stato un disco corto, per quanto riguarda i tempi di lavorazione, ma non facilissimo. Quando abbiamo presentato “Bottiglie rotte” al pubblico ci siamo trovati insieme in studio dopo più di due anni di lontananza gli uni dagli altri, eppure ci sembrava non fosse passato nemmeno un secondo dall’ultima prova. Sentivamo un’energia incredibile, come musicisti. Quando siamo insieme diventiamo tutt’altro. Ecco perché abbiamo pieno diritto di essere qui in questo momento».

I Subsonica presenteranno dal vivo “8” prima con un tour europeo nei club, che prenderà il via il prossimo 4 dicembre da Amsterdam, al quale seguirà una tournée italiana nei palazzetti (con raddoppi di data nelle città di Torino e Milano, rispettivamente il 14 e 15 febbraio e il 18 e 19 febbraio) a partire dal prossimo 9 febbraio. Su come sarà lo spettacolo quelli della band non lasciano trapelare nulla, soprattutto riguardo l’aspetto scenografico.

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Roberta Bruno

Torinese, classe 1961, è maestra professionista di tennis. Da sempre appassionata di musica, ha seguito numerosi concerti di artisti di livello internazionale sia all'Italia, sia all'estero.

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