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Alla Tesoriera, “I colori di casa nostra” con gli acquerelli della famiglia Gaiotto

TORINO. Può capitare di visitare una mostra di acquerelli realizzati da tre artisti diversi? Certo che sì. Molto più raro tuttavia che i tre artisti, che si propongono insieme, appartengano alla stessa famiglia. È il caso della mostra I colori di casa nostra: la casa del caso (scusate il gioco di parole, ma forse è voluto) è casa Gaiotto: e il trio è composto da mamma Nazarena Braidotti, papà Bruno Gaiotto, e Giada, la figlia. Tutti magistralmente padroni della tecnica dell’acquerello e capaci di emozionare i visitatori con la loro arte.

Sorprendente la vivacità delle opere di Giada Gaiotto: ritratti verosimiglianti, dai toni accesi, coloratissimi, che stupiscono per la nitidezza del tratto e la luce del colore. E quasi non diresti che siano realizzati con la tecnica dell’acquerello, che – per pregiudizi spesso privi di veridicità – ti portano a pensare a nuances delicate, sfumate e sottotono. Qui no. Qui c’è la luce viva, quasi abbagliante.

Raffinati, dal canto loro, gli accostamenti di Nazarena Braidotti: fiori, animali, scorci di paesaggio, abbinati a poesie di sublime bellezza, e realizzati con tratto esperto, sicuro, con giochi di luce e di sfumature. E che dire delle opere di Nabù? Già: chi è Nabù. Nabù è la crasi del nome di due artisti: Nazarena e Bruno. Così sono firmate le opere realizzate in coppia da moglie e marito. Lui traccia il soggetto e lei lo colora: una terapia artistica di coppia per produrre opere d’arte e cementare, rinvigorire e rinnovare un legame d’amore che dura da quarant’anni. Davvero geniale l’idea di unire l’arte e l’affetto. I risultati, come in questo caso, sono sorprendenti.

La mostra è allestita nei locali delle ex  Scuderie della Tesoriera. Il vernissage è avvenuto venerdì 15 giugno. L’ingresso è gratuito, e la gratificazione della visita in termini di emozioni è assicurata per i visitatori. Durerà fino al 17 giugno. Orario 10-12 e 15-19. Per info: 347.1310648.

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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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