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A Monteu da Po una “Sacra Rappresentazione” tra tradizione popolare e modernità

L’opera è stata portata in scena il 15 Dicembre 2021 dalla Compagnia “Gli Instabili di Torino”, della Sezione Teatrale di Monginevro Cultura, Associazione Culturale torinese senza fini di lucro

La Sacra Rappresentazione “Betlemme in Torino”, cavallo di battaglia della Compagnia Teatrale “Gli Instabili di Torino”, che fa capo alla Sezione Teatrale dell’Associazione torinese “Monginevro Cultura”, è stata accolta sul palcoscenico del Teatro Comunale di Monteu da Po. Di Andrea Tartari, Anna Perrini, Loredana Ferrero e Sergio Donna le voci recitanti. Stacchi musicali di Beppe Novajra.

Non è la prima volta che “Gli Instabili” e l’Associazione “Monginevro Cultura” portano in giro per il Piemonte questo recital natalizio, che già in altre occasioni è stato replicato nel Piccolo Teatro delle “Officine Folk di Torino”: lo spettacolo è stato infatti rappresentato con successo in molte località della Regione. Ogni volta, il titolo originale (“Betlemme in Torino”) si modifica in onore del borgo ospitante, diventando, in questa occasione, “Betlemme in Monteu”. Non è un caso che Monteu abbia accolto questo spettacolo. Chi ha revisionato i testi in lingua piemontese (il copione comprende dialoghi e considerazioni bilingui, in italiano e in piemontese, come si addice ad un’autentica Sacra Rappresentazione nostrana) è un cittadino montuese, l’artista e pittore Giampiero Levi Capello, che tra l’altro, in passato, ha anche ricoperto il ruolo di sindaco di questa amena località sviluppatasi ai margini dell’antica città romana di Industria, sulle sponde del Po.

La Compagnia Teatrale “Gli Instabili di Torino” sul palcoscenico del Teatro Comunale di Monteu da Po

Il copione originale, scritto nel 1877 dal teologo Ilario Maurizio Vigo (parroco di Santa Giulia a Torino), necessitava di un inevitabile aggiornamento, sia nell’esposizione dei testi che nei contenuti. Ad attualizzarlo ci hanno pensato Sergio Donna ed Anna Perrini, con l’innesto di una selezione di testi poetici e/o in prosa di Guido Gozzano, Erri De Luca, Madre Teresa di Calcutta e dello stesso Sergio Donna, intercalati da sequenze di dialoghi e considerazioni in italiano e in piemontese, tratti dalla versione originale del testo. Le musiche, alcune composte da Beppe Novajra, altre tradizionali e di autore anonimo, fanno da tendina tra una scena e quella successiva. Ne è scaturita una Sacra Rappresentazione di grande fascino e bellezza, insolita e moderna, sia pur nel rispetto e nel mantenimento dei cardini della tradizione popolare regionale di questo genere di teatro, e dei suoi personaggi tipici, come l’immancabile pastore Gelindo.

Un ringraziamento particolare va alla famiglia Levi Capello, da cui è nata l’idea di portare sulle scene quest’opera, all’artista Guido Moro, cui si devono le suggestive scenografie, nonchè alla sindaca di Monteu Maria Elena Ghion, che ha voluto inserire nel palinsesto degli spettacoli di fine anno questa Sacra Rappresentazione, che ha accompagnato il pubblico (composto da adulti e da bambini) nell’atmosfera dell’imminente Natale e dell’Epifania.

Grazie anche al volonteroso e simpaticissimo tecnico del suono Marco Pavan e del suo competente collaboratore.

Da sinistra: Sergio Donna con Simona, Bruna e Giampiero Levi Capello,
che ha revisionato i testi in piemontese del copione originale risalente al 1877. Il pannello della scenografia è di Guido Moro
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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, ha pubblicato, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio, le monografie "Torèt, le fontanelle verdi di Torino", "Portoni torinesi", "Chiese, Campanili & Campane di Torino" e "Giardini di Torino". Come giornalista, collabora con la rivista "Torino Storia". Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo per Monginevro Cultura le edizioni annuali dell'“Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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