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I giorni bui di Edith Piaf, la voce più intensa e straziante del Novecento

TORINO. E’ la storia di una piccola donna dalla vita difficile e breve. Un’anima luminosa, infantile, dalla disperata vitalità, una fiamma che durò pochi anni, un bagliore che attraversò il cielo di Parigi per pochi istanti. Édith Piaf, la voce più intensa e straziante del Novecento. Nel suo Édith Piaf, l’usignolo non canta più, Melania Giglio ha fotografato il momento forse più difficile della breve vita (1915-63) della cantante francese. Lo spettacolo, prodotto da BisTremila, va in scena con la regia di Daniele Salvo al Teatro Astra per la Stagione TPE da giovedì 13 a sabato 15 dicembre.

Siamo nel 1960, a Parigi, nell’appartamento di Édith. Una serie di eventi si sono susseguiti nella vita di questa piccola donna: lutti, incidenti, amori, liti, solitudine, alcol, gioie, successi e canzoni. Tutto si è abbattuto sull’usignolo come un uragano. L’usignolo ora non canta più. L’artrite l’ha resa gobba, l’alcol e i medicinali l’hanno resa gonfia e senza capelli, i lutti hanno ferito la sua voglia di vivere. Ma improvvisamente qualcuno bussa alla sua porta e arriva a profanare questo “buio”.  È Bruno Coquatrix (interpretato da Martino Duane), l’impresario dell’Olympia che anni prima aveva lanciato la Piaf e ora, quasi per miracolo, rientra nella sua vita e la persuade a tornare sulle scene.

Lo spettacolo ripercorre, attraverso un testo nato a fine 2017 per l’inaugurazione del nuovo Teatro Off/Off di Roma, i giorni tra la fine del 1960 e la primavera del 1961 che precedettero la storica esibizione che riporterà Édith Piaf sul palco dell’Olympia. Questo racconto, arricchito da canzoni eseguite rigorosamente dal vivo (tra le altre L’accordéoniste, La vie en rose, Milord), vuole essere un omaggio a una delle voci più belle e strazianti della canzone moderna.

Biglietti: intero 22 euro, ridotto 15 euro, under 16 10 euro. Info: www.fondazionetpe.it.

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