Ultim’ora: spiagge chiuse immediatamente dallo Stato | “Ombrelloni vietati”: ormai la stagione è finita

Ombrelloni addio, il divieto è ufficiale - Piemontetopnews.it

Ombrelloni addio, il divieto è ufficiale - Piemontetopnews.it (Foto X)

La stagione estiva si avvia verso la conclusione, ma una delle località di vacanze più amate d’Italia sta vivendo settimane da incubo.

I diritti d’autore, si sa, rappresentano molto più che una via di fuga per cantanti che vedono ormai lontani i propri anni di gloria. Scrivere e incidere un testo può valere gloria eterna.

Merito della Siae, che riconosce proventi economici a chi ha reso immortale un brano anche ad ogni singolo passaggio radiofonico. Va da sé come anche lanciare una singola hit estiva capace di trasformarsi in tormentone possa valere una pensione.

Proprio questo è il termine usato da Johnson Righeira per commentare gli introiti che gli garantisce ancora oggi il successo di brani come “Vamos alla Playa” e soprattutto “L’estate sta finendo”, canzoni simbolo della seconda metà degli anni ’80 e popolarissime ancora oggi.

Peraltro “L’estate sta finendo” è un brano molto meno leggero di quanto si pensi, essendo incentrato su tematiche profonde quali il tempo che passa o la paura di crescere. Eppure sentirlo risuonare nelle spiagge italiane da Ferragosto in avanti, quando la fine della bella stagione inizia ad avvicinarsi, è ormai inevitabile da quasi 40 anni.

Da Milano Marittima alla Sardegna: l’estate di mare, sole e inciviltà

In realtà la stagione delle vacanze si è ormai prolungata fino a settembre inoltrato, ovviamente tempo permettendo. Ne sanno qualcosa a Milano Marittima, dove il penultimo weekend di agosto è stato flagellato dal terribile alluvione che ha provocato danni e paura, ma per fortuna senza vittime. Il tutto pochi giorni dopo l’increscioso episodio del bagno di alcuni turisti in una piscina gonfiabile in pieno centro davanti ai negozi.

Un altro dei centri di gravità delle vacanze estive degli italiani è la Sardegna e in particolare la zona di Villasimius, dove però in quest’estate 2025 la tranquillità non è stata proprio di casa. Ad un mese di distanza dall’incendio che ha devastato Punta Molentis, con i turisti costretti a fuggire via mare per salvarsi dalle fiamme, la realtà è infatti cambiata radicalmente.

Il drammatico momento dell'incendio a Punta Molentis - Piemontetopnews.it
Il drammatico momento dell’incendio a Punta Molentis – Piemontetopnews.it (Foto X)

Incendio Villasimius, dopo il danno c’è la beffa: spunta il ‘caso ombrelloni’

Parecchia indignazione ha infatti destato la pubblicazione via social da parte delle Guardie ambientali Sardegna delle immagini che documentano lo sciagurato comportamento di bagnanti che, dopo essere arrivati sul litorale con le proprie barche, unico modo possibile ad oggi dopo l’incendio, hanno deciso di piazzare ombrelloni e asciugamani sulle dune di sabbia, nonostante la presenza ben visibile di cartelli di divieto.

Una scena diversa da quella di Milano Marittima, ma non dissimile è l’inciviltà di chi mostra totale mancanza di rispetto per il prossimo e in questo caso anche per l’ambiente. “Le dune non sono semplici cumuli di sabbia, bensì ecosistemi delicati e vitali” il commento delle Guardie. L’accesso alla strada che permette l’arrivo via terra alla spiaggia è chiuso dal 27 luglio, giorno dell’incendio e il Comune di Villasimius ha disposto il transennamento dell’area bruciata, delimitata con appositi segnali. Tutto inutile, di fronte alla barbarie.