Papa Prevost in lacrime: è morto il re della chiesa piemontese | Da oggi le messe non saranno più le stesse

Papa Leone XIV (web) - Piemontetopnews.it
Una notizia ha scosso il Piemonte e il cuore di migliaia di fedeli, lasciando un vuoto incolmabile.
Il “re” della Chiesa piemontese non c’è più, e le lacrime di chi lo ha amato scorrono silenziose, come un fiume in piena che non trova argini.
Un pastore che ha segnato un’epoca, la cui assenza si farà sentire in ogni angolo delle parrocchie e in ogni preghiera.
La sua eredità è un faro che continuerà a brillare, ma il buio lasciato dalla sua scomparsa è profondo.
Un uomo che ha dato tutto per la sua gente, e ora è la gente a piangerlo.
Un ultimo respiro silenzioso
La Chiesa di Torino e Susa è in lutto per la scomparsa di monsignor Cesare Nosiglia. La Diocesi di Torino ha diffuso un comunicato che ha messo fine a giorni di preoccupazione e riserbo. Nosiglia, Arcivescovo di Torino dal 2010 al 2022 e Amministratore Apostolico di Susa dal 2019 al 2022, si è spento questa notte, alle 2:15, all’Hospice Cottolengo di Chieri, dove era stato trasferito dall’Ospedale Gradenigo di Torino dopo essere stato colpito da una malattia respiratoria. Ha scelto di vivere la sua sofferenza nel silenzio, un desiderio forte e determinato che riflette il suo carattere. I funerali saranno celebrati venerdì 29 agosto alle 15:30 nel Duomo di Torino dal cardinale Repole, che guiderà anche la veglia funebre giovedì 28 alle 21 presso il Santuario della Consolata, dove sarà allestita la camera ardente a partire da oggi pomeriggio.
Nato a Rossiglione, in provincia di Genova, ha intrapreso un lungo cammino di formazione che lo ha portato a Roma, dove ha ricoperto ruoli di grande responsabilità, come vicedirettore e poi direttore dell’Ufficio Catechistico nazionale. Fu Giovanni Paolo II a nominarlo vescovo nel 1991. Divenne poi ausiliare e vicegerente della diocesi di Roma. Nel 2000 fu a capo del Comitato che organizzò il Giubileo dei Giovani a Tor Vergata, e il suo impegno per i giovani e gli emarginati lo ha sempre contraddistinto, fino al suo arrivo a Torino nel 2010 per volere di Benedetto XVI.
Un pastore di strada
La notizia della sua scomparsa ha suscitato grande commozione. Il cardinale Repole ha espresso il suo dolore e la sua gratitudine, ricordando Nosiglia come un “pastore buono” che non si fermava mai, il cui “dono più bello” è stato il suo desiderio di stare al fianco dei poveri, dei carcerati, dei migranti e dei lavoratori in crisi. Ha cercato di scuotere le coscienze e di mobilitare la solidarietà, lasciando un’impronta profonda nella comunità.
La Conferenza Episcopale Piemontese lo ricorda per la sua forte sensibilità sociale e per il suo “magistero di strada”, che lo ha portato a visitare due volte tutte le comunità della diocesi e a incontrare anche realtà laiche. Ha sempre dedicato grande attenzione ai “lontani”, come i nomadi, ai quali dedicò una Lettera pastorale nel 2012.