Addio a Pernigotti, chiude un altro storico stabilimento piemontese
NOVI LIGURE. Era nata un anno prima che si facesse l’Italia. Il Piemonte stava concludendo gli anni caldi di quel Risorgimento che avrebbe portato all’Unità d’un Paese diviso da sempre da mille campanili e rivalità, stati e starelli, ducati e contee. Diciamo era, perché nei giorni scorsi è stata scritta la parola fine sul futuro della Pernigotti, azienda piemontese considerata una delle eccellenze nel settore dolciario. È durata cinque generazioni la storia di questa impresa iniziata nel 1860, con l’apertura da parte di Stefano Pernigotti di una drogheria nel cuore di Novi Ligure. Drogheria che nel volgere di qualche anno si è trasformata in una piccola fabbrica, diventando nell’arco di vent’ani fornitrice ufficiale del Re.
Agli inizi del XX secolo l’azienda è una delle più importanti 

Nel 1995 Stefano Pernigotti vende il marchio alla famiglia Averna che lo cede nel 2013 al gruppo Toksöz. Il turchi raccolgono questa grande tradizione per guidarla in un processo di internazionalizzazione con l’intento di esportare il piacere del grande cioccolato italiano in tutto il mondo. Oggi però, il gruppo, quello stesso che aveva mostrato entusiasmo nell’assumerne la direzione, ha deciso che le 100 persone ancora occupate nello stabilimento produttivo di Novi dovranno andare a casa.
Ad annunciare la chiusura dello stabilimento novese sono stati gli stessi sindacati che hanno precisato che «i pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano».
