L’Italia che crolla. Materiali scadenti, scarsa manutenzione, opere vecchie
di Valentina Roncati
Materiali scadenti, vizi costruttivi, manutenzione carente per la scarsità di fondi, eventi climatici estremi che rendono più fragile il suolo e di conseguenza le opere che vi sono costruite sopra: sono principalmente questi i motivi per i quali si contano decine di ponti, cavalcavia e strade crollate solo negli ultimi anni. Infrastrutture fragili in un paese che non riesce sempre a stare al passo con la manutenzione delle opere, opere che spesso sono datate, molte fatte tra gli anni 60-70. Come il Ponte Morandi di Genova, inaugurato nel lontano 1967, fin da subito aveva fatto discutere ed aveva avuto bisogno di manutenzioni profonde. Al punto che nel 2009 Autostrade aveva pure pensato ad una “demolizione controllata”.
Più in generale le infrastrutture italiane presentano un problema legato ai materiali, in particolare al cemento armato, un materiale di cui ancora non si conosce l’effettiva durata.
Molti ponti moderni sono infatti costruiti in calcestruzzo armato, ovvero una miscela di cemento, acqua, sabbia e aggregati, cioè elementi lapidei, come la ghiaia, a cui si aggiunge una armatura di barre di acciaio annegata al suo interno e opportunamente sagomata. Questi materiali sono oggetto di usura e sono facilmente indeboliti dall’azione dell’acqua. Ci sono poi due aggravanti: da una parte il fatto che spesso si eseguano lavori al risparmio; dall’altra c’è il problema che non di rado la corruzione e l’infiltrazione della criminalità si infiltrano nel sistema degli 
Tanti i crolli recenti di ponti e cavalcavia da nord a sud Italia. Il 19 aprile 2017 crolla un cavalcavia in Piemonte, probabilmente a causa di “vizi costruttivi dell’opera” all’altezza dello svincolo per Marene della tangenziale di Fossano (Cuneo). Due carabinieri rimasero illesi per miracolo, la loro auto schiacciata sotto tonnellate di cemento.
Poco più di un mese prima, il 9 marzo dello scorso anno, era crollato un ponte sulla A14, all’altezza di Camerano (Ancona): un disastro costato la vita a due coniugi, Emidio Diomede, 60 anni, e Antonella Viviani, 54. Feriti anche tre operai che stavano eseguendo lavori sul ponte.

Il 10 aprile 2015, a causa di una frana provocata dal maltempo, crollarono quattro piloni del viadotto Himera sull’Autostrada A19 Palermo-Catania. La carreggiata in direzione Palermo si adagiò su quella di Catania e la Sicilia fu divisa in due. A distanza di sette mesi fu aperta una bretella per creare un bypass in attesa della ricostruzione del ponte.

