«La decisione Coni di ripartire la candidatura italiana fra Torino, Milano e Cortina – si legge nell’appello dell’organizzazione – obbedisce a una logica spartitrice, da manuale Cencelli del XXI secolo, per non scontentare nessuno sindaco e governatore di regione, a loro volta referenti di comitati d’affari locali del tutto incuranti dei bisogni delle popolazioni che abitano i rispettivi territori. Questa scelta è figlia di un atteggiamento del governo quantomeno noncurante e distratto, occupato a far quadrare i conti e a rintracciare le risorse finanziarie utili a ripagare nei fatti le promesse elettorali».
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