vivere in una casa chiusa nella torino degli anni cinquanta

primi anni del dopoguerra. ci si lascia alle spalle la fame del paese dove si era sfollati e si rientra in città. torino, zona pòrta pila1 (porta palazzo per chi arrivava da fuori) in via sant’agostino angolo via bonelli dove, al numero 2. aveva abitato, sino all’inizio del ‘900, piero pantoni, il boia di torino. uno spazio di grande interesse culturale dal momento che qui si girano alcune scene del film “persiane chiuse” con raf vallone. qui le prostitute vanno e vengono a tutte le ore. dopo un po’ ci si abitua. anche se si è cattolici rigorosi. nei giorni di festa (quelli riportati nel calendario), dopo la messa si gira per le vie lì attorno, si fa un salto nella piazza del mercato. vuota, cioè nessuna bancarella, solo qualche gruppetto di residenti locali che assistono agli spettacoli di chi campa con l’elemosina degli spettatori. maciste, coricato per terra, si fa spaccare una lastra di pietra posata sul torace con una mazza da cantiere: il più grande “saltatore dell’italia” ha una gamba sola (l’altra gliel’hanno amputata in guerra), salta una corda tenuta sopra la testa da due del pubblico.

Nelle due immagini: il palazzo al civico 23 di via Sant’Agostino

tutti e due gli atleti si bevono sino in fondo i soldi dei loro inventati mestieri. moriranno nel giro di pochi anni alcolizzati. che è sempre meglio della fine che ha fatto il “gommista” sotto casa: uscendo per andare a scuola lo abbiamo trovato morto nel suo negozio dove viveva, suicida con il gas. alla sera si rientrava presto: lo spettacolo, agli angoli delle viuzze, non era interessante. avevamo dovuto impararlo a memoria. continue litigate tra vecchie prostitute in disarmo e clienti ubriachi. così si torna a casa. non che la situazione sia diversa. si vive in una di quelle case che una volta si chiamavano chiuse, ma almeno si è riparati dai muri.

poi, essendo presto, si riesce a vedere per terra: la strada ci ha insegnato a girare attorno al vomito su marciapiedi, non per l’odore (a quello ci si era abituati da tempo), ma per non inzuppare la cartolina che ripiegata chiudeva il buco della suola. nonostante mamma passasse i suoi anni tra un ospedale e l’altro, potevamo ritenerci fortunati: papà era stato assunto alla stipel (l’allora compagnia telefonica) e, in fondo, un tetto sopra la testa lo avevamo. solo ora ripenso a quegli anni così distanti, e forse rimossi. a volte si parla dell’indecente vuoto di valori in cui vivono i giovani di oggi… confesso che non mi sarei mai reso conto di essere vissuto in un tempo bello da morire.

mino rosso

1 nome del mercato più famoso di Torino e più grande d’Europa. Il nome deriva dal gioco della pila (testa-croce), gioco che veniva praticato con gli antichi dobloni dopo il mercato.   

nota – nel 2004 mi sono ritrovato in via sant’agostino 23 come artista.  a dire il vero non so né chi mi abbia invitato a quell’evento né il perché lo abbia fatto. so di aver accettato esponendo alcune bustine di zucchero di ritorno da tunisi. non avrei potuto non accettare. in quella casa avevo passato i miei anni di ragazzino. questo mi era, e mi è, ben presente. tant’è che avevo scritto e pubblicato, qualche anno dopo, il testo sopra riportato che ancora oggi che mi va di riproporre con alcune immagini di quel momento.

Redazione

Share
Published by
Redazione

Recent Posts

Altro che incidenti stradali, in Italia è il lavoro a riempire il Pronto Soccorso | A confermarlo i numeri ufficiali

Altro che gli incidenti sulle strade, l'Italia vede il Pronto Soccorso riempirsi per via del…

5 mesi ago

Babbo Natale quest’anno porta BONUS, € 700 con una semplice domandina | Un solo requisito richiesto

La corsa ai regali per molti italiani è già iniziata nel segno della caccia al…

5 mesi ago

794 casi accertati, la nuova epidemia parte proprio dal Piemonte: le autorità pronte a intervenire | Si rischia la chiusura

In Piemonte cresce la preoccupazione per una nuova epidemia: 794 casi accertati. Le autorità sono…

5 mesi ago

Se sei troppo sportivo il capo ti manda a casa: licenziamento immediato se ti beccano | Uno dei pochi casi in cui lo sport fa male (al portafoglio)

Altro che italiani popolo di sportivi: ci vogliono tutti campioni del mondo del divano, altrimenti…

5 mesi ago

“Ma da noi si fa così”, la multa è da € 6.000: l’abitudine che ti lascia in mutande | L’alt della polizia ti rovina

Quante volte ci siamo detti che "tanto non capita mai a me" prima di cedere…

5 mesi ago

L’opportunità di lavoro che aspettavi, lavori nella sanità senza bisogno di laurea | Inserimenti immediati

Se il tuo desiderio è un impiego stabile e con un impatto sociale concreto, questa…

5 mesi ago