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Ufo a Corio: dopo il gran polverone mediatico, intervengono gli addetti di Cisu e Cun

Foto di repertorio

TORINO. E’ ormai sempre così, una storia che si ripete  dal 47, quella dell’inseguimento di un  oggetto volante non identificato da parte di velivoli militari,  particolarmente di notte. In molti film, in particolare quelli di Spielberg, questo si nota ed è divenuta un’icona che però affonda le sue radici in centinaia di casi  testimoniati e poi ritrattati  da piloti di tutte le estrazioni militari  del mondo. Operazioni peraltro riprese da molti gruppi ufologici che con una mentalità più popolare, nel volere spiegare questi casi, li diffondono e li riesumano ogni tanto per l’opinione pubblica. E questo perché l’obiettivo  cambia, il fenomeno invece no, ma è un fenomeno labile, di difficile  identificazione stabile.

Non possiamo  inserire tale fenomeno in maniera primaria  negli Incontri Ravvicinati  di vario livello  a seconda dell’impatto con il testimone,  stilati  dal prof Hyneck nel famoso decennio degli anni 50, in quanto l’oggetto non identificato ha un impatto molto debole sull’eventuale testimone, cosa che invece si ribalta se  ci si riferisce  all’impatto  dei velivoli militari sull’ambiente.  Questo è ciò che è successo a Corio, paesino montano della val di lanzo, la sera  del 6 giugno alle ore 23 circa, della quale si è interessato  l’intero comparto dei media italiano.  In sintesi , una grossa sfera celeste inseguita  a volo radente da due  cacciabombardieri  Eurofighter typhoon dell’aeronautica italiana che grazie al loro frastuono svegliano tutti i residenti della zona e rendono quindi  pubblico il fatto, anche se solo alcuni hanno visto  direttamente il fatto. Questo ha comportato anche una denuncia ai carabinieri, e la scoperta che i due caccia provenissero dalla base militare di Grosseto.

Infarciamo e concludiamo il tutto in sintesi, con l’ attenzione al caso da parte di due parlamentari del PD, deputata Francesca Bonomo e il senatore Mauro Marino, che hanno annunciato un’interrogazione in Parlamento per fare chiarezza sulla vicenda.  Riflettendo anche qui sinteticamente, la fenomenologia emotiva e culturale non è da sottovalutare, ed una falsa verità può divenire vera solamente se diffusa e ripetuta occupando pagine di testate importanti a livello informativo, anche perché è scattato un meccanismo mediatico di tipo complottista o militare.

La deputata del Pd Francesca Bonomo

Però è chiaro e non poteva essere altrimenti, che l’aeronautica abbia smentito la presenza dei caccia e che dei piloti non si trova traccia, d’altronde,  sono legati ad un vincolo militare e di lavoro del quale non possono  esimersi. Ma la storia ci insegna, grazie ai “pensionati” di ogni istituzione, che poi le cose in qualche modo possono emergere e le verità negate non sono poi così effimere. Non sto qui a raccontarvi la cronaca del fatto visto che oramai tutti i media sia in carta che on line hanno spiegato  con dovizia di particolari  le poche notizie  trapelate di un fatto durato pochi secondi, ma è utile riflettere sull’impatto mediatico che il fatto ha comunque inciso sul territorio torinese. E’ comunque  un dato  importante che il Nord Ovest  non è secondo a nessun altro territorio italiano in fatto di avvistamenti  e interesse per  il fenomeno UFO. Le visioni di oggetti volanti notturni è in Piemonte, e non solo, cosa nota, in modo speciale in zone ben specifiche quali  l’area delle valli in cui spicca la Val Susa ma non solo. Casi che però fanno da catalizzatore dei media per quanto possono essere luci notturne, debbono per forza di cose esser collegate a fatti molto più terrestri e socialmente  interessanti, quali appunto inseguimenti  militari o interrogazioni  parlamentari, che non effetti legati solamente all’oscuro mistero del cielo stellato e degli extraterrestri. Sono d’effetto alcune considerazioni che qui in seguito cito, per far comprendere come l’ambiguità spazio temporale di oggetti volanti che nulla hanno a che vedere con il nostro immaginario collettivo, ci proiettino  in ambiti di speculazione complottistica che amplificano la precarietà dei nostri limiti umani, che nella conflittualità hanno  il pericolo della propria ragion d’essere.

Il senatore Mauro Marino, esponente torinese del Pd

Il presidente del Cun (Centro Ufologico Nazionale), Vladimiro Bibolotti, ha diramato un comunicato nel quale concorda con Giampaolo Grassino, numero uno del Cisu (Centro Studi Ufologici). Si legge: «Gli Eurofighter Typhoon, i migliori aerei  dell’aeronautica italiana, difficilmente verrebbero impiegati per l’intercettazione notturne di droni, sopra paesini abitati. Mi auguro che la prevista interpellanza parlamentare, prevista dalla deputata del PD Francesca Bonomo e dal senatore Mauro Marino, sempre del PD, contribuisca a fare piena luce sull’accaduto, anche se le precedenti, storiche iniziative parlamentari a partire dagli anni 50 (stiamo parlando di una quarantina di interventi), non hanno mai dato i risultati attesi».

Edoardo Russo,  il segretario  generale del  Cisu  il 13 giugno dopo l’avvistamento  ha scritto in merito: «Purtroppo in questa vicenda quasi tutti i giornalisti hanno rilanciato e pubblicato voci non confermate, poi più o meno smentite (e magari ricopiate il giorno dopo da altri giornali che erano rimasti indietro): non c’erano aerei dice l’Aeronautica, ops… ora ammettono che c’erano aerei; forse era un drone Alenia… no, non era un drone Alenia che forse smentisce quello che mai aveva dichiarato… i politici locali hanno annunciato su FB una loro interrogazione (e invece non risulta quell’annuncio)… ci sono 100 denunce ai Carabinieri… no, risultano 3 denunce ai carabinieri… Troppo polverone mediatico in aria, troppa fretta dei “giornalai” a fare la notizia, o il titolo, soprattutto quelli che avevano “bucato” la notizia. Noi abbiamo altri obiettivi, altri modi e altri tempi. Già è complicato mettere insieme le testimonianze (come sempre variegate e in parte contrastanti),  figuriamoci cosa può uscire da chi si limita a raccattare una frase qui, un’idea lì, e confeziona al volo l’articoletto, il cui titolo poi viene scritto da un redattore che ha scorso poche righe e capito meno. Guarda solo l’ANSA, che scrive ore 21 invece di 23, e tutti i giornali che lunedì ricopiano diligentemente senza peritarsi di cercare qualche fonte locale, non dico di prima ma anche solo di seconda mano. Se questo fosse un esempio rappresentativo di come poi lavorano per scrivere articoli su argomenti più “seri”, poveri noi…».

Interessante anche una riflessione di un lettore della “domenica” dal Corsera del 14 giugno: «E’ sicuramente un episodio interessante, però dubito fortemente che siano utili le interrogazioni parlamentari. è comunque un caso che capita “a proposito”, quando i nostri governanti sono cambiati praticamente in blocco, è improbabile che ci siano vecchie collusioni e quindi è possibile che se c’è qualcosa di veritiero, questo possa essere “rivelato”. Non rimane che attendere gli sviluppi, tenendo conto che di notte, a luci spente, è difficile riconoscere un aereo o due e soprattutto è improbabile vederli viaggiare. non metto in dubbio le testimonianze ma, semplicemente considerando le diverse velocità della luce e del suono, è assai poco verosimile che si possa giudicare con credibilità la presenza di aerei dell’aviazione nazionale. Perchè non ipotizzare soluzioni diverse? Per esempio, ammettendo la presenza di un UFO vero, anche gli “inseguitori” potrebbero essere oggetti volanti non identificati e quindi potrebbero essere alieni o appartenenti a forze aeree di altri paesi. Sarebbe interessante sapere se le 1800 telecamere che hanno seguito l’Air Force One hanno registrato effetti speciali nei nostri cieli».

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Danilo Tacchino

Nato a Genova, da sempre vive a Torino dove si è laureato in Lettere. Sociologo e giornalista pubblicista , ha sviluppato ricerche storiche nell’ambito della musica, dell’ufologia e dell’industria locale. Sin dagli Anni Ottanta ha realizzato diversi volumi su tradizioni e misteri locali della Liguria e del Piemonte. Appassionato anche di letteratura, è direttore artistico di alcune associazioni culturali torinesi.

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