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Torta alle nocciole, quando la tradizione abbraccia la bontà

Il nocciolo ha una storia a dir poco millenaria: una delle prime piante coltivate dall’uomo, compare tra le culture umane più di 5000 anni fa, già riconosciuto per il suo importante valore nutritivo e per le sue peculiari qualità medicinali. Guardando ad epoche più vicine ai giorni nostri, è enorme l’espansione che la coltivazione di questo frutto ha conosciuto negli anni ’60-’70 in Italia, a seguito di richieste sempre maggiori del prodotto da parte dell’industria dolciaria locale. Questo ha fatto sì che il nocciolo riprendesse interesse tra gli agricoltori operanti in queste aree, decretando una costante espansione della sua coltivazione, attiva anche ai giorni nostri.

Un frutto, questo, che si lega fortemente alla tradizione dolciaria della cucina piemontese, merito il suo costo relativamente contenuto e la sua versatilità in cucina, in grado di renderlo l’ingrediente base di alcuni tra i più iconici dolci della cucina piemontese. Tra questi, indimenticabile il famosissimo Gianduiotto torinese. «Quando un intraprendente cioccolatiere di Torino seppe riconoscere la potenzialità della nocciola, mise a punto la prima ricetta del gianduja: specialità tradizionale in cui l’aroma e le qualità organolettiche del frutto piemontese esprimono il meglio nell’unione con l’esotico cacao. Il cioccolato con le nocciole, in pasta od intere, da specialità regionale è diventato simbolo di buon gusto anche oltre i confini: è un emblema di singolare unicità, che l’industria dolciaria italiana propone al mercato mondiale come squisito esempio della propria secolare cultura», si può leggere sulla pagina ufficiale di “Google Atyrs & Culture”.

Concentrata nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, in un areale compreso tra le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato, la “Tonda Gentile Trilobata”, la varietà di nocciolo coltivata in Piemonte e alla base del Gianduiotto, esprime il suo massimo sapore proprio nell’incontro con il cioccolato, ed è considerata, citando il “Consorzio Tutela Nocciola Piemonte”, la nocciola «migliore al mondo».

La torta di nocciole, la ricetta di cui andremo a parlare oggi, è un dolce tipico della tradizione delle Langhe, dove la coltivazione del nocciolo è molto diffusa. Prodotto tipico della tradizione di Cortemilia, in provincia di Cuneo, questa torta era tipicamente preparata in Autunno ed Inverno, un’ottima soluzione per smaltire le nocciole in eccedenza a fine stagione e far felici grandi e piccini.

Tra le varie ed estremamente diverse ricette – ogni vallata, paese e famiglia ne possiede una propria – due sono le principali versioni della torta piemontese di nocciole: una con la farina ed una, più semplice, che come unici ingredienti prevede solo nocciole, zucchero e uova, ideale per coloro che sono intolleranti al glutine.

Ingredienti

• 150 g di farina
• 150 g di nocciole tostate e tritate
• 30 g di burro
• 150 g di zucchero
• 3 uova
• 2 cucchiaini rasi di lievito in polvere
• 1 cucchiaio di cacao amaro

Preparazione

Iniziamo preparando la nostra farina di nocciole tostate tritandole insieme a 75 grammi di zucchero, dopodiché passiamo al burro: lasciamolo fondere a bagnomaria e, quando completamente sciolto, ritiriamolo e lasciamolo raffreddare completamente. Nel frattempo, lavoriamo i tuorli con altri 75 grammi di zucchero, fino ad ottenere un composto dall’aspetto gonfio e spumoso; incorporiamo la farina setacciata insieme al lievito, le nocciole, gli albumi montati a neve e, a filo, il nostro burro appena sciolto.

Foderato con la carta da forno il fondo di uno stampo (26 cm di diametro dovrebbero essere perfetti), imburriamo ed infariniamo la circonferenza interna. Bene, siamo pronti per infornare: dopo aver versato il composto ottenuto nello stampo, lasciamolo in forno caldo a 180° per 35 minuti. Bene, dopo averla fatta raffreddare un po’, siamo pronti per servirla ai nostri ospiti, magari accompagnata da uno Zabaione al Moscato d’Asti. Ah, dimenticavamo. Se vi garba, sopra potete cospargere un po’ di nocciole trite in modo grossolano per dare un tocco di rusticità alla torta.

Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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