CARREGA LIGURE. Nel nuovo Parco dell’Appennino piemontese, a Magioncalda, piccola frazione di Carrega Ligure, che erroneamente Google colloca già in Liguria, verranno macinati a pietra gli antichi cereali coltivati sui versanti terrazzati oltre i 1200 metri, riscoperti da un gruppo di giovani che, pur non abitando tutti a Carrega, sta ridando vita al paese. Il mulino di Magioncalda è infatti tornato a funzionare. Grazie a tanto lavoro e ai fondi europei i ragazzi del consorzio montano del piccolo borgo hanno riattivato il piccolo edificio risalente all’Ottocento. Un tempo il mulino veniva usato per macinare grano e castagne, ma da decenni era ridotto a un rudere, anche se all’interno ancora c’erano gli ingranaggi originali.
“A nostre spese sin dal 2016 avevamo cominciato a portare via le macerie e rifatto il tetto – raccontano i giovani del consorzio -. Poi, all’inizio di quest’anno sono arrivati 40 mila euro dall’Europa e si sono potuti completare i lavori che si sono conclusi il mese scorso. La ruota è stata rifatta in metallo e non più in legno da fabbro. Abbiamo anche sistemato la zona intorno al mulino, che verrà utilizzato innanzitutto per macinare il nostro grano e per chiunque vorrà farlo”.
Il taglio del nastro è avvenuto ieri (domenica 6) con una piccola festa durante la quale si è potuto visitare la struttura e sono stati illustrati i lavori eseguiti.
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