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Registratori di cassa tra storia e innovazioni firmate Olivetti

IVREA. Il primo registratore di cassa fu inventato negli Stati Uniti da James Ritty dopo la guerra civile americana. Ritty gestiva un saloon a Dayton nell’Ohio e desiderava evitare che i suoi dipendenti approfittassero di qualche sua distrazione per impadronirsi di parte dell’incasso. Nel 1879 realizzò un apparecchio (battezzato il Ritty Model I) ispirandosi ai meccanismi che regolavano il flusso del carburante nei battelli a vapore. Con l’aiuto del fratello John, perfezionò la sua invenzione fino a depositarne il brevetto su scala nazionale nel 1883.

Esattamente cento anni dopo, a dare una svolta nell’ambito di questa macchina rimasta meccanica per tanti decenni ci pensa l’Olivetti che, come sempre avanti con i tempi, vede in essa qualcosa di potenzialmente interessante. In realtà, già negli Anni Settanta l’azienda d’Ivrea aveva commercializzato registratori di cassa della giapponese Sharp, ma, con il mercato poco remunerativo, e non avendo ancora fatto la sua comparsa una legge del 1983 che consentirà di sviluppare questo mezzo, i risultati non arrivarono.

Negli Anni Ottanta i registratori di cassa non svolgevano molte funzioni, ed erano vecchi, risalendo ai primi del Novecento. Come detto, era stato, infatti, l’americano James Ritty a idearli nel 1879. Cento anni più tardi la legge in Italia abolirà i vecchi “misuratori fiscali”, obbligando i commercianti a dotarsi di nuovi. Nel frattempo, nel 1982 l’Olivetti, che due anni prima era entrata sul mercato con modelli di propria progettazione e produzione, controllava il 25% del mercato italiano, decise di proseguire su questa strada, dal momento che tali dispositivi erano simili alle macchine da calcolo che già progettava.

Da allora alla fine del 2011 l’offerta Olivetti, tra alti e bassi dovuti all’andamento del mercato di questo settore, si articolerà in sette diversi modelli della serie Nettuna, differenziati tra loro per coprire varie esigenze, da quelle delle attività più semplici fino a quelle molto complesse.

L’impegno nell’innovazione, l’apertura internazionale, l’attenzione al mercato, la sensibilità ai problemi del lavoro caratterizzano la storia della Olivetti, i cui tratti inconfondibili derivano da due importanti figure imprenditoriali, quali Camillo Olivetti, il fondatore, e Adriano, il figlio, al quale va il merito di aver trasformato la piccola impresa familiare in un gruppo internazionale di eccellenza mondiale.

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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