Curiosità

Perché oggi si festeggiano San Giuseppe e tutti i papà

Anche se Giuseppe, nel Vangelo, di fatto, non dice nemmeno una parola, quel suo silenzio è esempio di fedeltà, obbedienza, dedizione e amore per Maria e per Gesù. Fu sicuramente importante il suo ruolo durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza di Gesù, tanto da essere considerato un padre esemplare. Non a caso, Giuseppe è diventato uno dei santi più amati della cristianità. La devozione al padre putativo di Gesù viene in genere fatta risalire al III o IV secolo, ma secondo un antico “Libro di Pietà”, c’è una preghiera a San Giuseppe che risalirebbe addirittura all’anno 50.

Si racconta che l’imperatore Carlo V, che era a capo del Sacro Romano Impero, avesse ricevuto nel 1505 da Papa Giulio II il testo di una sua preghiera dedicata a San Giuseppe, e che la recitasse prima di ogni battaglia.

Ne leggiamo solo alcune righe:

«O San Giuseppe, non mi stanco mai di contemplare te e Gesù addormentato tra le tue braccia; non oso avvicinarmi mentre Egli riposa accanto al tuo cuore. Stringilo in nome mio e bacia il Suo capo per me, e chiedigli di restituirmi quel bacio quando sarò prossimo a morire».

In Giuseppe, Iosef, emerge una caratteristica fondamentale: la fede. È vero che quando Maria gli racconta di aspettare un bambino, consapevole della sua castità nei confronti della promessa sposa, egli si dispera, e lì per lì pensa a un tradimento, e all’umiliazione che la sua famiglia avrebbe subito se Maria fosse stata pubblicamente accusata di essere un’infedele fedifraga. Ma poi si ricrede, e crede ciecamente alle parole Maria, perché sa che parla per bocca del Signore. Iosef, antepone dunque la fede alla legge. Una fede che ha ancora più spessore rispetto a quella riposta in Dio. Perché la fede verso Dio può talvolta essere condizionata dal timore reverenziale, o dalla speranza in una ricompensa nell’aldilà. Di tutt’altra specie è invece la fede nei confronti di un altro essere umano, che non ha nulla da offrire in cambio. Quella di Iosef è una fede totalmente disinteressata e mossa solo dall’amore: non a caso Giuseppe è stato scelto da Dio per essere il padre putativo del Salvatore.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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