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Nati il 4 luglio: l’imprenditore torinese Aurelio Peccei

Aurelio Peccei nasce a Torino il 4 luglio 1908. Trascorre a Torino la sua giovinezza e si laurea in economia all’università del capoluogo piemontese nel 1930. Successivamente, grazie ad una borsa di studio, si trasferisce alla Sorbona di Parigi, dove viene premiato con un viaggio gratuito in Unione Sovietica. La conoscenza di molte lingue straniere gli permette di entrare in Fiat, nonostante su di lui pesi il sospetto di essere refrattario al regime fascista.  Dal 1943 entra a far parte della Resistenza nelle “Brigate Giustizia e Libertà”. La sua lotta dura però pochi mesi: nel 1944 viene arrestato, incarcerato, torturato e rischia di essere giustiziato. Terminato il conflitto viene coinvolto in prima persona nel processo di ricostruzione dell’Italia: si occupa di svariati affari in ambito pubblico e privato. E’ tra i fondatori della prima compagnia di bandiera del nostro Paese, l’Alitalia.

Nel 1949 accetta di trasferirsi in America Latina per conto della Fiat, riallacciando quei rapporti commerciali che si erano interrotti durante la guerra. Si stabilisce in Argentina dove vive con la sua famiglia una decina di anni. Grazie al suo ingegno capisce le grandi potenzialità che offre quella terra: apre una filiale, la Fiat-Concord che si occupa di produrre direttamente automobili e trattori con le tecnologie della Casa automobilistica torinese. La filiale presto divenne una delle prime linee di produzione di grande successo in America Latina. Nel 1958 fonda la Italconsult, una joint-venture tra i più famosi marchi italiani, non solo nel campo automobilistico, quali la Innocenti, la Montecatini e la stessa Fiat. La Italconsult si pone l’obiettivo di fornire consulenza economica e ingegneristica ai Paesi in via di sviluppo. Sotto di lui la società opera principalmente come un’organizzazione non-profit. Lo stesso Peccei  s’impegna a favore dello sviluppo delle popolazioni del terzo mondo: la sua sensibilità verso le popolazioni meno fortunate è figlio anche dei tanti anni vissuti in Sud America.

Nel 1964 gli viene offerto l’incarico di amministratore delegato della Olivetti. Carica che mantiene fino al 1967. La società di Ivrea deve affrontare i profondi cambiamenti in atto nella produzione delle macchine da ufficio. Sotto la sua direzione i bilanci dell’azienda migliorano e proprio nel 1965 viene lanciato il Programma 101, il primo desktop computer, progenitore dei Personal Computer.

Ma Peccei concentra anche i suoi sforzi anche su altre organizzazioni, ad esempio la Adela, un consorzio internazionale di banchieri di supporto allo sviluppo economico dell’America del Sud. Ha l’onore di tenerne il discorso di apertura dei lavori, in spagnolo, nel 1965. Dopo quest’incontro, venne costituito un club famoso in tutto il mondo, chiamato Club di Roma, famoso per la sua attenzione alle tematiche ambientali e precursore dello studio di modelli di sviluppo sostenibile. Il Club di Roma metteva in guardia già più di 50 anni fa dalle conseguenze di una incontrollata crescita industriale, per quanto il rapporto non fosse immune da errori di valutazione e di prospettiva. Non proponeva la «decrescita», che nello stesso periodo veniva teorizzata, bensì la crescita zero per i paesi più industrializzati.

Negli anni successivi Peccei ha tenuto diverse conferenze a carattere economico in tutto il mondo sino a poco prima di morire (Roma, 1981).

 

 

 

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Danilo Tacchino

Nato a Genova, da sempre vive a Torino dove si è laureato in Lettere. Sociologo e giornalista pubblicista , ha sviluppato ricerche storiche nell’ambito della musica, dell’ufologia e dell’industria locale. Sin dagli Anni Ottanta ha realizzato diversi volumi su tradizioni e misteri locali della Liguria e del Piemonte. Appassionato anche di letteratura, è direttore artistico di alcune associazioni culturali torinesi.

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