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Nati il 26 agosto: l’attrice e doppiatrice torinese Giovanna Scotto

La sua voce se la ricorderanno in tanti nel capolavoro del 1942 di Michael Curtiz Casablanca. In quell’occasione  dà la voce alla protagonista Ingrid Bergman. E nel 1956, chi non si ricorda l’interpretazione di Martha Scott ne I dieci comandamenti diretto da Cecil DeMille? Anche in quell’occasione è suo il doppiaggio. Ma non solo. E’ attrice teatrale applaudita sui palcoscenici di tutta Italia e altrettanto apprezzata per le interpretazioni sul grande schermo e  nella prosa radiofonica.

Giovanna Scotto nasce a Torino il 26 agosto del 1895. All’anagrafe è registrata come Giovanna Margherita Piana-Canova. Giovanissima  sposerà Vincenzo Scotto da cui prenderà il cognome d’arte. Suo padre fa l’amministratore di compagnie teatrale e l’approccio al palcoscenico è una cosa naturale per Giovanna che esordisce nel teatro dialettale già da bambina. A soli 15 anni entra a far parte della compagnia Gramatica-Ruggeri, mentre a 18 diviene prim’attrice giovane nella Falconi-Zoncada. Dal 1919 al 1922 è prim’attrice con Lamberto Picasso, e due anni dopo recita con la Compagnia Stabile Sarda. Nel 1927-28 vive la sua esperienza con una compagnia dannunziana, e dal 1929 partecipa per un decennio ai principali spettacoli classici all’aperto, come nell’Oreste di Vittorio Alfieri alle terme di Caracalla, l’Orestea di Eschilo, l’Ippolito e Le troiane di Euripide, l’Aiace di Sofocle.

Nel cinema del muto vive due sole esperienze: nel film Fortunale del 1912 e in La figlia di Jorio del 1917. Per oltre tre lustri, per sua scelta, si dedica unicamente al teatro, tralasciando il grande schermo. Sino ai primi Anni Trenta quando, con l’avvento del sonoro, Giovanna ritiene di poter far valere la sua bella e calda voce anche sui lavori immortalati su celluloide. La troviamo così sul set di Ragazzo (1933) di Ivo Perilli e Acciaio di Walter Ruttmann (1933), e in seguito  Aurora sul mare (1934), Due lettere anonime (1944) e Operazione mitra (1950), Gli eroi della domenica (1953), Altair (1956). Parallelamente prende parte anche i diversi lavori nella prosa radiofonica Eiar e Rai dagli Anni Trenta agli Anni Sessanta.

Ma la sua attività principale, una volta trasferitasi definitivamente a Roma, è quella  di doppiatrice della Cdc. Nell’arco di pochi anni diventa, assieme a Lydia Simoneschi, Tina Lattanzi, Dhia Cristiani, Andreina Pagnani e Rosetta Calavetta, una delle doppiatrici di punta della sua generazione. Non c’è film che giunga d’Oltreoceano che non la veda protagonista, anche nel doppiaggio di attrici importanti come Ingrid Bergman (Casablanca), Ethel Barrymore (La scala a chiocciola), Martha Scott (I dieci comandamenti) e Reta Shaw (Il segreto di Pollyanna). Ma non solo. Dà la voce nelle sale italiane anche ad altre importanti attrici, come Claudette Colbert, Agnes Moorehead, Mary Astor e Jane Darwell. Nel 1934 è suo il primo doppiaggio in assoluto di un’attrice italiana in un film prodotto nel nostro Paese, quello della grande attrice teatrale Francesca Bertini. Il film è Odette, diretto da Jacques Houssin e Giorgio Zambon e girato in due versioni: italiano e francese. E’ la storia dulcamara della compagna di un truffatore, tra tradimenti, privazioni e dal finale tragico che Giovanna doppia in modo magistrale. Anche nel campo del cinema di animazione la doppiatrice torinese presta la sua voce. In particolare, a Fatima nel cartone La rosa di Bagdad e come voce narrante nel film Cenerentola della Disney.

Una volta rimasta vedova nel 1947 si sposa in seconde nozze col poeta, giornalista, sceneggiatore e critico cinematografico Diego Calcagno. Muore a Grottaferrata (Lazio) nel 1985 all’età di 90 anni.

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