Storie piemontesiVercelli

Nati il 25 agosto: Luigi Bozino, il presidente dei sette scudetti della Pro Vercelli

La formazione della Pro Vercelli vincitrice dello scudetto nel 1908

Un tempo a Vercelli, e non solo a Vercelli, Bozino fu un nome famoso. Il personaggio che lo fece diventare tale fu l’avvocato Luigi, uno dei più insigni penalisti italiani, un possente oratore, un vero principe del foro. Patriota, convinto assertore dell’unità d’Italia, in un’orazione per il cinquantenario della proclamazione di Roma a capitale, interpretò l’evento con una frase che divenne subito celebre: “Un grido di entusiasmo convertito in legge!”. Ma anche il mondo dello sport lo ha consacrato come uno dei grandi interpreti della nascita e dello sviluppo di alcune discipline a partire dal calcio, per proseguire con la ginnastica e la scherma.

Luigi Bozino nasce a Vercelli il 25 agosto 1855 da un’agiata famiglia. Suo padre Omero, uomo anch’egli di legge, è un agente segreto per conto di Cavour. Di vivace intelligenza e di ottima educazione parla francese, inglese, tedesco, spagnolo e conosce a fondo i problemi economici e politici del suo tempo. Inoltre è anche ben addestrato nelle arti militari. Ha frequenti rapporti con il conte di Cavour, il quale ha cospicue proprietà terriere nel Vercellese; nel 1848 ne sostiene la candidatura nel collegio elettorale di Vercelli contro quella dell’avvocato Eugenio Stefano Stara. Nella guerra del 1849, come ufficiale della Guardia Nazionale, si prodiga per la difesa della sua città e dopo la sconfitta di Novara, alla vigilia del convegno di Vignale, guida con coraggio e valore uno scontro a fuoco contro gli austriaci sul ponte della Sesia: forse l’ultimo scontro avvenuto in quella sfortunata guerra.

La compagine vercellese del 1921

Con questi princìpi  viene allevato Luigi che, come il padre, è un fervente patriota e un fervente assertore dell’Unità d’Italia. A Vercelli l’avvocato Bozino è stimato, benvoluto e soprattutto popolarissimo, al contrario suo fratello Paolo, che è pure avvocato, si fa notare solo perché ha la bizzarra abitudine di andare tutti i giorni a passeggio a cavallo per la città.

Per oltre 30 anni (consecutivamente dal 1896 al 1927)  è anche presidente della Società Ginnastica Pro Vercelli. Sotto la sua guida la polisportiva si sviluppa prodigiosamente in tutte le sue principali attività: ginnastica, scherma e calcio. In quest’ultima riesce ad imporsi come la più forte squadra di calcio italiana, vincitrice di ben sette scudetti (1908, 1909, 1911, 1912, 1913 e, dopo la parentesi bellica, ancora nel 1921 e 1922). Bozino, sull’onda dei successi della compagine biancocrociata, diviene presidente della Federcalcio italiana (tra il 1921 a il 1926) e vice presidente della FIFA. Successivamente ricopre ancora la carica di presidente della Pro Vercelli dal 1935 al 1937, dopo la retrocessione in Serie B, per cercare con il suo carisma di evitare il tracollo della società. Successivamente vengono costituite le sezioni di tennis, ciclismo, tamburello, bocce e hockey.

L’avvocato Bozino muore nel 1939 e due anni dopo la sua Pro retrocede in Serie C.

 

 

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