CuneoStorie piemontesi

Nati il 19 settembre: il grande trombettista cuneese Nini Rosso

Nini Rosso, nome d’arte di Celeste Raffaele Rosso, nacque a San Michele di Mondovì il 19 settembre 1926.  Nel corso della sua carriera, divenne un personaggio noto per le sue straordinarie qualità di trombettista, specialmente negli anni ‘60.

San Michele Mondovì è un paese e completamente immerso nelle vallate delle Alpi marittime che  volgono già verso il Savonese, è situato nella parte meridionale della provincia di Cuneo, quindi un paese essenzialmente legato all’agricoltura ed alla pastorizia. In paese Nini nel periodo del suo maggior successo da Roma tornava con la famiglia  a trovare i parenti e i genitori e per passare le vacanze estive. Chi lo ha conosciuto  ricorda come fosse legato sempre al  suo lavoro ed alla sua passione di  musicista e di suonatore di tromba, tanto che si diceva difficilmente lasciasse lo strumento e provasse praticamente sempre , prendendosi solo le pause  fisiologiche  o i momenti  collettivi con la famiglia. Nini aveva imparato  a suonare  la sua meravigliosa tromba all’oratorio per poi diplomarsi al conservatorio. «Si può dire che  io sia nato con la musica – ebbe a dire in un’intervista -. Nel settembre del 26 i miei abitavano  a Torino, sopra il night, l’Imperiale;  e mia madre mi partorì in mezzo alle prime note jazz  che risuonavano in città».

Aveva al suo seguito un diploma da maestro elementare mai messo in pratica, e  una giovinezza coraggiosa da partigiano sulle montagne con la Brigata Giustizia e Libertà. Si fece le ossa  con il quintetto  swing di Attilio Donadio  e con l’orchestra  di Gaetano Gimelli. Il suo idolo come ogni buon trombettista che si rispetti, era Louis Armstrong, e l’amore per il jazz lo condivideva con Fred Buscaglione e Piero Angela oltre a molti altri. Iniziò la  sua carriera  nel 1948 come jazzista nell’orchestra,  famosa per quei tempi, del maestro  Angelini, facendo la prima tromba come specialista nel sovracuto. Nel ’57  entrò  a far parte del complesso di Armando  Trovajoli.

Il  suo primo disco, la ballata della tromba, inciso nel 1961, ebbe un buon successo,  mantenendo la prima posizione per i 45 giri dell’epoca per due settimane e facendolo quindi conoscere al grande pubblico.  Ma la sua fortuna avvenne nel 1964 con l’incisione del silenzio, quel brano che egli ebbe l’intuizione di musicare  come versione leggera  del silenzio militare fuori ordinanza, inserendovi all’interno delle parole che ricordassero la nostalgia del milite lontano verso i suoi affetti più intimi: “Buonanotte amore, ti vedrò nei miei sogni, buonanotte a te che sei lontana..” il brano fu inciso con la collaborazione di Willy Brezza e fu inciso  per caso,  in un concerto  al Pala Eur di Roma di fronte ad  un nutrito pubblico militare e decise di eseguirlo inserendovi  quelle parole che ricordavano la solitudine del militare di leva che offre una romantica buonanotte alla sua fidanzata lontana. L’accoglienza per quei tempi fu esplosiva. Il disco vendette dieci milioni di copie con picchi altissimi di successo in Europa ed addirittura in Giappone, portandolo a fare numerose Tournée in quei territori.

Dal 1963 al 1984, incise più di 15 LP a 33 giri e più di 40  a 45 giri di musica prettamente leggera , apprezzata molto in quel periodo, conquistando molti dischi d’oro e di platino. Nel  ‘93 fu pubblicata una raccolta dei suoi più grandi successi Masterpieces.  Nini Rosso, partecipò anche a molte trasmissioni televisive in Rai  come “Studio Uno” e  “Sabato sera”, nella quale spicca più di tutte la sua presenza nel programma  “La macchina meravigliosa”, di Piero Angela, nella puntata dedicata all’orecchio umano.  Con la sua voce roca ma calda, duettò pure con Mina (due note) e fu di scena in molte edizioni del Cantagiro e del Festival di Napoli,. Ebbe anche occasione di fare l’attore in alcuni film degli anni ’60,  apparendo con Gianni Morandi e Rita Pavone, sempre facendo comunque la parte del suonatore di tromba. La sua popolarità  ebbe il suo apice in Italia sul finire degli anni ’60 con il pezzo di  Rimsky Korsakov,  il volo del calabrone. Nel ’79 con trumpet dreams, divenne la più famosa tromba italiana all’estero. Aveva svariati appellativi per la sua carriera, da “Tromba d’oro”, a “ trombautore” (cioè trombettista e autore), a “Mister Silenzio”, identificandolo con il  suo più grande successo discografico del ’65 con più di  dieci milioni  di copie vendute nel mondo.

Si spense a Roma  il 5 ottobre del 1994 a 68 anni, per un tumore al polmone. E’ tumulato presso il cimitero Flaminio, a Roma. Il 19 settembre del 2016, è stato  ricordato attraverso un grande raduno  di più di  trecento trombettisti  che da tutte le regioni  d’Italia sono giunti a San Michele per commemorarne la figura in un grande evento musicale riproducente i suoi brani più conosciuti e famosi.

 

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Danilo Tacchino

Nato a Genova, da sempre vive a Torino dove si è laureato in Lettere. Sociologo e giornalista pubblicista , ha sviluppato ricerche storiche nell’ambito della musica, dell’ufologia e dell’industria locale. Sin dagli Anni Ottanta ha realizzato diversi volumi su tradizioni e misteri locali della Liguria e del Piemonte. Appassionato anche di letteratura, è direttore artistico di alcune associazioni culturali torinesi.

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