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Lo scrittore Marco Braico si racconta: dalla battaglia vinta con la leucemia all’aiuto a chi soffre

CHIVASSO. Nei prossimi giorni (la data era inizialmente programmata per il 5 giugno, ma è stata posticipata) Marco Braico sarà ospite a Chivasso per parlare della sua esperienza di scrittore. Cinquant’anni, torinese residente a Volvera, professore di Matematica e Fisica presso le scuole secondarie, arbitro federale di pallavolo, è da qualche anno anche un validissimo narratore. Egli, infatti, ha “scoperto” la scrittura dopo aver vinto una battaglia davvero ardua contro un nemico un tempo irraggiungibile, ma che oggi si sconfigge molto più facilmente: la leucemia. Anzi, dopo essere perfettamente guarito, Braico si è fatto promotore di progetti solidali di un certo peso, fondando la onlus “La festa dei limoni”, dal titolo del primo romanzo da lui scritto.

La produzione narrativa di Braico è adesso giunta al quarto libro, quel Teorema del primo bacio  che, pubblicato lo scorso autunno per i tipi di Piemme, sarà per l’appunto oggetto della presentazione chivassese di martedì sera. E’ una storia d’amore, adolescenza, problemi esistenziali come abusi e autolesionismo, il cui protagonista è Andrea, adolescente orfano di padre che, come David Copperfield, è vittima delle violenze fisiche a lui inferte dal patrigno e riesce a sfuggire ad esse quando, sulle ali del suono di un violino casualmente captato un giorno, comincia a interessarsi di musica e contemporaneamente scopre la forza del sentimento, la consapevolezza di affrontare la vita in modo più sicuro. Ad aiutare Andrea ad uscire dall’imbarazzante situazione familiare e a godere gradualmente dei piaceri della vita giovanile sono Alberto, suo docente di scuola, e uno dei migliori amici di quest’ultimo, Salvatore,  oltre a quel primo amore (e quindi il conseguente primo bacio) che basta da solo a cambiare il mondo.

Va infine detto, per inciso, che il ricavato delle vendite di “Teorema del primo bacio” andrà a favore della già ricordata associazione La festa dei limoni, il cui fine principale è quello di aiutare vite umane in bilico a causa della leucemia, sperando che, grazie al trapianto di un efficace midollo osseo, esse possano trionfare e vincere la loro guerra alla malattia. Proprio come è successo a Marco Braico.

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