PiemonteStorie piemontesi

La storia di San Baylon l’inventore del “sambajon”

TORINO. Da un’umile coppia di pastori, il 16 maggio 1540 nasceva, a Torre Hermosa in Spagna, il piccolo Pasquale Baylon. Il piccolo Pasquale si dimostrava attratto dall’amore per l’Eucarestia, e quando all’età di soli sette anni fu incaricato di seguire il gregge sui pascoli, si angustiò per non poter più recarsi nella consueta chiesetta a rendere visita a Gesù eucaristico. Il vigore della vocazione divina fu così forte che – giovanissimo – volle entrare nel Convento dei Frati Minori di Montfort, dove rimase per quattro anni volontariamente come probando. Nel 1564, a Loreto, vestì finalmente l’abito francescano senza peraltro consacrarsi sacerdote, ma trascorrendo i giorni nella preghiera e nell’adorazione del Santissimo Sacramento, del quale sentiva intimamente il divino carisma e il valore salvifico. Fu in seguito nominato maestro dei novizi nel monastero d’Almansa, e con i suoi fervidi insegnamenti trasmise ai giovani tutto il suo grande amore per l’Eucaristia.

Un mattino, servendo la S. Messa, ebbe la rivelazione che la sua morte era orami vicina: andò allora a visitare per l’ultima volta i poveri e i benefattori di Villa Real, presso Valencia. Ammalatosi poco dopo improvvisamente, gli venne amministrato il Viatico. Spirò nelle prime ore del 17 maggio 1592, domenica di Pentecoste, nel monastero di Villa Real.

La sua salma venne esposta al pubblico: durante la Santa Messa funebre, al momento dell’elevazione, Pasquale Baylon si rianimò, aprì gli occhi e fissò l’Ostia consacrata ed il Calice: lo stesso sensazionale prodigio si ripeté il giorno seguente. Dopo la sepoltura, i miracoli di Pasquale Baylon si intensificarono nel numero e nella straordinarietà. Fu canonizzato da Alessandro VIII nel 1690. Nel 1897 Leone XIII lo proclamò patrono dei Congressi eucaristici.

Attorno alla figura di questo Santo si è formata una leggenda, cara ai torinesi, che lo vuole inventore dello zabaione. Proprio dalla storpiatura in piemontese del suo nome, Pasquale Bylon – sambajon – deriverebbe appunto il nome di questa  deliziosa bevanda, a base di tuorli d’uova, zucchero e marsala. In effetti lo zabaione sarebbe nato nel XVI secolo: in quegli anni a Torino già era presente la comunità di frati francescani dell’attuale chiesa di san Tommaso, all’angolo tra Via Pietro Micca e Via Monte di Pietà.  Uno dei fraticelli del Convento sarebbe stato proprio il nostro Pasquale de Baylon. Pare che fosse stato lui ad aver creato la ricetta di quella squisita crema all’uovo, subito rivelatasi come un portentoso afrodisiaco naturale. Molte donne dell’epoca iniziarono a procurarsi la benefica bevanda al Convento, ed il suo successo fu così repentino ed eclatante da andare letteralmente a ruba. Presto impararono a produrselo da sole, tramandandone la ricetta di madre in figlia, quale rimedio insuperabile per quei mariti che si rivelavano un po’ disinteressati ai loro doveri coniugale. La fama dello zabaione fu così incontenibile che uscì dai confini del ducato sabaudo, diffondendosi nel mondo intero. In piemontese lo zabaione si chiama tuttora “sambajon”, e la storpiatura del nome del nostro frate di Baylon, poi santificato, è quanto mai evidente. E a noi piace credere in questa leggenda e pensare che la ricetta dello zabaione sia un piccolo ma stupefacente miracolo di un grande santo vissuto anche a Torino.

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