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Gli artigiani piemontesi sono fiduciosi, ma soltanto a metà

TORINO. L’indagine congiunturale di Confartigianato Piemonte sostiene che il quadro generale sia “sostanzialmente positivo”, ma le imprese artigiane piemontesi non sono così ottimiste. Secondo le statistiche, per quanto riguarda le previsioni di produzione totale, il saldo scende dal 13,30% all’11,97%; mentre per i nuovi ordini vi è un miglioramento, dal 4,66% si passa al 6,97%. Il saldo dei nuovi ordini per esportazioni è salito dallo 0,56% al 3,39%; ma le stime degli ordini superiore a tre mesi si sono ridotte dal 3,45% al 2,80%. Sul fronte dell’occupazione la positività del saldo si è ridotta dal 9,04% al 7,20% ed aumentano dal 2,57% al 6,35% le imprese che intendono assumere degli apprendisti. Scendono, ancora, le aziende che prevedono investimenti per ampliamenti, dal 14,42% al 5,35%; lo stesso vale per quelle che sono intenzionate ad effettuare investimenti per sostituzioni, anch’esse calano dal 27,43% all’8,68%. Scendono di molto, inoltre, gli intervistati che confidano nella regolarità degli incassi dall’85,03% al 38,65%. 

Il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici (in foto), ha affermato che il minore ottimismo delle imprese artigiane è causato dall’attuale situazione politica; secondo quanto sostiene “occorre che, in tempi brevi, il mondo politico superi i contrasti e l’autoreferenzialità dando vita ad un governo stabile e in grado di rispondere ai bisogni della collettività e delle piccole e medie imprese che ne sono parte essenziale”.

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