TORINO. Nel periodo aprile-giugno 2024 il sistema produttivo regionale non è riuscito ad espandere in maniera significativa la propria base imprenditoriale. Il secondo trimestre si è chiuso, infatti, con un risultato debolmente positivo per il tessuto piemontese che continua a mostrare resilienza, insieme a qualche slancio di dinamismo. Dall’analisi dei dati emerge, infatti, come nel periodo aprile-giugno 2024, siano nate in Piemonte 5.499 imprese, 229 aziende in meno rallo stesso periodo 2023. Le cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio) si sono attestate a 3.963 contro le 3.950 del secondo trimestre dell’anno passato. Il saldo è risultato positivo per 1.536 unità.
Lo stock di imprese complessivamente registrate a fine giugno 2024 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi ammonta quindi a 421.543 realtà imprenditoriali. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita lievemente positivo, pari al +0,37%, dato più debole sia rispetto a quanto registrato a livello nazionale (+0,50%) nel trimestre in esame, sia nei confronti del risultato piemontese del II trimestre 2023 (+0,42%) e del secondo trimestre 2022 (+0,41%). La debole espansione evidenziata dal tessuto imprenditoriale regionale è il frutto di variazioni positive di lieve entità segnate in tutte le realtà provinciali. Asti (+0,46 %), Vercelli (+0,40%) e Torino (+0,39%) mostrano i dati migliori conseguendo un tasso di crescita superiore a quello medio piemontese. Biella e Alessandria (entrambe con un tasso del +0,37%) segnano una dinamica in linea con quella complessiva piemontese. Al di sotto della media troviamo Cuneo, con una crescita del +0,32%, Novara – che segna un +0,24% – e Verbania (+0,21%).
Tra le forme giuridiche, il segmento più dinamico del tessuto imprenditoriale piemontese continua a essere quello delle società di capitale, che evidenziano un tasso di crescita del +0,95% e raggiungono un peso pari al 21,8% del totale delle aziende con sede legale in Piemonte. Le società di persone,che incidono per il 20,3% sul totale, mostrano una sostanziale stabilità, segnando un tasso di poco inferiore allo zero (-0,12%). Il risultato evidenziato dalle ditte individuali, che rappresentano il 55,8% delle aziende, appare positivo (+0,33%), mentre risulta quasi nullo quello delle altre forme (+0,02%).
Oltre al comparto dei servizi (+0,70%) i migliori incrementi si registrano nel comparto costruzioni (+0,62%) che con il turismo (+0,61%) fa segnare tassi di crescita superiori a quello medio regionale. Uno sviluppo di debole entità ha caratterizzato le imprese dell’industria in senso stretto (+0,13%), mentre orientato alla stabilità è apparso l’andamento del tessuto imprenditoriale agricolo (-0,08%) e del commercio (+0,08%).
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