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Bolaffi e i francobolli, un amore che a Torino dura dagli ultimi anni dell’Ottocento

TORINO. Una tra le famiglie più conosciute al mondo ha una storia antica che vede Torino protagonista. Si tratta dei Bolaffi, che rappresentano la filatelia per eccellenza, e che, come spesso accade, hanno un vissuto intrigante alle spalle, che inizia nel 1890 con Alberto Bolaffi.

Abbandonato il commercio di biciclette, il giovane punta sul collezionismo di francobolli, un settore nascente, e tre anni dopo riesce ad aprire il primo negozio a Torino in via Cavour. Ma non è tutto. Nel 1910 la Bolaffi diventa fornitrice della Real Casa dei Savoia.

Chi erano i Bolaffi? Il nonno fu un importante e agiato mercante di piume di struzzo e pietre preziose residente a Gibilterra, mentre il padre un impresario di teatro e di spettacolo residente a Livorno, ma cittadino britannico. A causa del lavoro paterno, e di vicende fmiliari, Alberto fu affidato ad alcune zie residenti a Torino, lavorando dapprima come garzone in un negozio di stoffe, e in seguito come rappresentante di biciclette. Appassionato di francobolli, e conoscitore di molte lingue, ben presto intraprese l’attività di mercante di francobolli, affiancando nel tempo anche quella delle monete.

Inizialmente non fu semplice: in Italia il commercio filatelico non era del tutto riconosciuto, ma ciò non scoraggiò Bolaffi, che passò la tradizione ai figli. Tra questi, Giulio Bolaffi è ricordato come uno dei filatelisti più importanti di sempre, celebrato persino da un francobollo italiano. Nel dopoguerra affiancò all’attività commerciale quella editoriale, e sviluppò innovativi criteri di catalogazione e quotazione dei francobolli, intuendo, inoltre, il valore dei documenti postali come testimonianza scritta delle grandi imprese dell’umanità.

Intorno al 1955, poi, fu la volta di un altro Alberto Bolaffi, il quale ampliò l’attivit,à fondando il Collector Club, il settore di vendita per corrispondenza. Negli anni, inoltre, uscì il primo Catalogo nazionale Bolaffi dei francobolli italiani; nacque la Giulio Bolaffi Editore; si aprirono sedi a Milano, Roma e Verona; la casa d’aste s’interessò anche a vini, arte, gioielli, orologi, vintage tecnologico, automobili, filografia, il collezionismo di documenti che percorrono la storia della parola scritta; s’inaugurò l’Archivio storico Bolaffi della filografia e della comunicazione.

Di generazione in generazione la Bolaffi seguì i cambiamenti del mercato, puntando all’innovazione con la Bolaffi Metalli Preziosi, che  tratta la compravendita di oro di borsa, e propone lingotti marchiati Bolaffi, e il commercio di diamanti da investimento, tanto che nel 2016 top price di Aste Bolaffi è stato il diamante “Very light pink” venduto a 755 mila euro.

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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