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Alla scoperta di Vonzo, tra percorsi di trekking e antiche leggende sulle masche

CHIALAMBERTO. Le Valli di Lanzo sono un luogo magnifico dove rigenerare corpo e spirito e dove trascorrere il proprio tempo libero a contatto con la natura, lontani dal trambusto cittadino. All’interno del complesso vallivo Vonzo è una frazione del comune di Chialamberto, comune della Val Grande, dall’aspetto incontaminato e salubre, quasi da dare l’impressione di essere approdati in una specie di riserva naturale, così silenziosa e tranquilla. Con un cielo limpido e un bel sole, ci si rifà gli occhi, è assicurato!

Vonzo è una piccola frazione di Chialamberto

In questo territorio le leggende si sprecano, ma quella che mi ha più affascinata, è proprio la leggenda sulle masche di Vonzo, dove attraverso l’escursione “Roc d’le masche” si può anche arrivare a esplorare il luogo dove si ambienta la storia, che è stata tramandata fino ai giorni nostri dagli abitanti più anziani del paese: il grosso masso dove in un passato per lo più indefinito le masche si divertivano a ballare, fare magie e parlare tra loro nelle lunghe notti lanzesi. Si racconta che in origine il Roc delle masche era un grosso masso su cui le masche si radunavano una sera a settimana per praticare i loro riti magici. La notte della settimana preferita per questo tipo di attività era il venerdì, tanto che nessun abitante della valle aveva il coraggio di uscire di casa per la paura di fare spiacevoli incontri, la precauzione da seguire era quella di stare lontani anche da santuari e luoghi benedetti e di non utilizzare nemmeno i sentieri segnati! Lo stesso allarme si ripeteva nella notte del 1° novembre, in cui anche le anime dei morti partecipavano alla riunione insieme alle masche e i loro poteri diventavano ancora più forti.

L’esterno del Roc

Proprio in una di queste notti, le masche decisero di sollevare il pesantissimo Roc e spostarlo nei pressi del Ponte del Diavolo a Lanzo appena finito di costruire (ci troviamo precisamente nel 1378). L’impresa era stata compiuta solamente per fare un dispetto al Diavolo, che accortosi dell’accaduto, si arrabbiò molto e le maledisse per aver avuto l’ardire di sfidare la sua autorità. Le masche furono obbligate a riportare il masso da dove l’avevano rimosso, se lo ricaricarono sulle loro teste e ripartirono. Purtroppo, però il viaggio di ritorno non fu altrettanto facile come quello di andata. Il Diavolo diminuì poco alla volta i loro poteri magici, così le poverine iniziarono a sentire lo straordinario peso della pietra sopra le loro teste e le loro mani, tanto che il masso affondava dentro come a volerle inglobare, lasciando impronte ancora oggi visibili. Seguendo il percorso segnato dell’escursione del Roc, si giunge al masso con facilità. L’imponenza di questa balma è davvero straordinaria, sulla parete dove si trova l’entrata sono visibili delle piccole cavità, che continuano sul soffitto roccioso una volta entrati all’interno del masso. Che siano proprio le impronte lasciate dalle teste e dalle mani delle masche? Osservandole in profondità, assomigliano molto a delle teste… chi può dirlo però con certezza?

Oggi le masche non ci sono più, il Roc è stato anche utilizzato come ricovero per gli animali, ma attualmente è completamente vuoto, rientra però tra i luoghi da vedere in quel di Vonzo. 

Chiara Parella

Classe ’87, torinese di nascita, ma astigiana di adozione, dopo una formazione classica, si è laureata in scienze e tecnologie agroalimentari presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa di marketing e comunicazione e scrive per alcuni blog di settore. Amante da sempre della letteratura latina e della cultura in generale, è in procinto di pubblicare il suo primo libro.

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