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Addio al poeta carmagnolese Gian Antonio Bertalmia

E’ stato per decenni un riferimento nel panorama della prosa e della poesia d’autore in lingua italiana e piemontese contemporanea

CARMAGNOLA. Per un’improvvisa e grave malattia, nella notte tra il 9 e il 10 Gennaio 2010, è scomparso lo scrittore e poeta carmagnolese Gian Antonio Bertalmia. 

Nato nel 1941, è stato un noto imprenditore nel settore dell’impiantistica elettrica, ma è sempre stato attratto dalla passione per la scrittura, che dopo la quiescenza ha potuto coltivare più intensamente.

Gian Antonio Bertalmia era molto conosciuto per le sue assidue e interessate frequentazioni di molte Associazioni Culturali del territorio (come Cultura e Società e Monginevro Cultura, ed altre ancora) e le sue numerose partecipazioni a diversi Concorsi Letterari, con performances sempre da podio, sia per i suoi componimenti in lingua italiana, sia per quelli in lingua piemontese, in prosa o in poesia.

Bertalmia si è sempre impegnato con entusiasmo e dedizione nella promozione della “sua” lingua piemontese. È stato per molti anni uno dei promotori del Concorso Letterario “Nino e Tromlin Bertalmia”, curato dall’Associazione Culturale Arcancel di Carmagnola, per ricordare i due carmagnolesi illustri, di cui Bertalmia era nipote.

Nino Bertalmia è stato autore della raccolta di poesie “Temp përdù”, in lingua piemontese, e del poema la “Storia di Carmagnola”, che narra, in versi, le vicende della ridente e storica cittadina al confine tra la Città Metropolitana di Torino e la provincia di Cuneo. Tromlin Bertalmia, è stato scrittore e collaboratore di testate giornalistiche, autore di saggi e ricerche sulla storia di Carmagnola: i suoi scritti sono riflettono l’indubbia competenza dell’autore, sempre con una sottesa punta di umorismo.

Gian Antonio Bertalmia era dotato di un carattere gioviale, e diventarne amico, è stato, per tutti coloro che lo hanno conosciuto, un fatto assolutamente naturale. La sua innata e sottile ironia gli consentiva poi di affrontare le difficoltà della vita con sereno ottimismo, almeno fino a quando un male troppo invasivo e invincibile lo ha vinto.

Ci ha lasciato molte opere, sia in prosa, sia in poesia, in lingua italiana e in lingua piemontese. Le sue poesie e i suoi racconti sono raffinati, delicati, arguti, avvincenti, talora drammatici e ricchi di pathos, talora esilaranti ed avvincenti.

Ha vinto numerosi e prestigiosi Premi letterari: si è aggiudicato, ad esempio, per due volte il Premio Letterario Internazionale “Città di Cattolica”, per tre volte il Premio Letterario Nazionale “Cesare Pavese”. Ha vinto il 1° Premio alla II Edizione del Premio Nazionale “Fiume Aterno” di Pescara.  All’edizione 2016 del Premio Letterario Nazionale “Slussi’d Poesìa”, curato da Monginevro Cultura (Torino), ha ottenuto il 1° Premio per la sezione Racconti brevi in Lingua piemontese, con l’opera  Un colp ëd fùlmin. Si è classificato al 1° posto alla Sezione Racconti brevi in Lingua italiana alla edizione 2019 del Premio Letterario Nazionale “Lampi di Poesia”, curato da Monginevro Cultura (Torino), con l’opera “Io e Samuele”. Sempre nel 2019, ha ottenuto il 1° Premio al Concorso Letterario Nazionale “Jucunde docet”, a cura di Monginevro Cultura, Sezione Racconti brevi per l’infanzia in Lingua piemontese, con l’opera “Gustin e Gramissel”, ecc. ecc.

È stato anche autore di romanzi: “Gente Normale” in lingua italiana (edito da L’Autore Libri), “Ël cel an ponta al dil”, in lingua piemontese (Il Punto | Piemonte in bancarella) e “Pensieri di un cacciatore di occhi”, in lingua italiana, con cui ha vinto l’ottavo Concorso Letterario Nazionale Penna Calamaio, di Savona (Elison Publishing).

Un cuor di poeta che ha lasciato un segno indelebile nella storia della letteratura della nostra Regione nel corso dei primi quattro lustri del terzo Millennio. Ci mancherà. Molto.

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