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Addio a Marco Gastini, sino a martedì resterà accesa in Galleria Umberto I la sua Luce d’Artista

TORINO. E’ scomparso all’età di 80 anni l’artista Marco Gastini, uno dei protagonisti torinesi presenti dagli anni Sessanta sulla scena internazionale.  Era nato a Torino  nel 1938 e ancor prima di frequentare le scuole d’arte, il suo approccio artistico era avvenuto nel laboratorio del padre, di mestiere marmista, dove, attraverso una pratica quotidiana, aveva conquistato familiarità e dimestichezza con i materiali e le tecniche di lavorazione. Diplomatosi al Liceo Artistico, avava proseguito i suoi studi alla Scuola di pittura dell’Accademia Albertina di Torino. Muovendo i primi passi nella temperie tardo informale, aveva dipinto quadri di gusto astratto e qualità cromatica densa, per approdare progressivamente a una pittura sempre meno materica, che aqveva per soggetti nudi femminili o paesaggi.

Dalla fine degli anni Sessanta aveva sviluppato un’originale ricerca sulla pittura, indagata negli elementi che ne determinano il grado espressivo essenziale: il segno, la presenza spaziale, l’azzeramento cromatico. Dagli anni Novanta aveva continuato la contaminazione fra materiali eterogenei che interagiscono fra loro e con l’ambiente, talvolta in scala monumentale, per creare coinvolgenti campi di energia e irradiare una tensione nello spazio che ingeneri emozioni nello spettatore. Musei italiani e stranieri gli hanno dedicato grandi mostre antologiche e la collana “Scritti d’artista”-voluta dalla Fondazione Concetto Pozzati e con l’alto Patrocinio dell’Accademia di San Luca- pubblica una raccolta dei suoi pensieri sull’arte, la cultura, la vita. Nel 2001 gli era stata dedicata una grande mostra alla Promotrice delle Belle Arti, promossa dalla Gam e curata dal direttore di allora, Pier Giovanni Castagnoli. Molto noto all’estero, ha esposto i suoi lavori in Europa – da Bruxelles a Parigi – fino a Los Angeles e Rio de Janeiro.

La  sua maturità artistica è stata contrassegnata dall’uso del colore azzurro intenso – lo stesso della luce d’artista – a cui imprimeva una sorta di   valore atmosferico,  liberandolo oltre i limiti del quadro. In Italia ha esposto le sue opere nelle principali città: ricordiamo le mostre allo Studio Grossetti di Milano, alle gallerie Primo Piano e Sperone di Roma, a Il Banco di Brescia, alla Christian Stein di Torino.  La Promotrice di Torino gli ha dedicato nel 2001 una grande mostra antologica, promossa dalla Gam e curata dall’allora direttore  Pier Giovanni Castagnoli.

Gastini, che ha lavorato fino all’ultimo nella sua casa sulla collina torinese,  lascia in eredità ai concittadini  una Luce d’Artista tuttora installata nella Galleria Umberto I e un lavoro inaugurato nel 2007 intorno alla Biblioteca civica Italo Calvino, fatto di griglie, concrezioni, canaline metalliche e neon che si illuminano di notte. Proprio l’installazione in Galleria Umberto I resterà accesa fino a martedì 2 ottobre per rendergli omaggio.

«Marco aveva una grande  energia e curiosità nei confronti del mondo dell’arte e metteva la sua umanità anche nel rapporto con gli artisti suoi compagni di strada, come Paolo Icaro,  Eliseo Mattiacci e Giuseppe Spagnolo con cui aveva partecipato a una recente mostra a Ca’ Pesaro a Venezia – racconta Elena Volpato, conservatore del contemporaneo alla Gam.  – Di lui si ricorderanno le “Macchie”  di piombo e antimonio, con le quali ha espanso il gesto pittorico nello spazio».

 

 

 

 

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Piero Abrate

Giornalista professionista, è direttore responsabile di Piemonte Top News. In passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. E’ stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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