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Willie Peyote diverte con un mix di sonorità rap, funk e jazz


VENARIA. Willie Peyote ed il suo “Ostensione della Sindrome tour” hanno fatto tappa per due serate al Teatro della Concordia di Venaria: il rapper torinese classe 1985 ha regalato quasi due ore di concerto ai suoi fan, tra brani appartenenti all’ultimo lavoro discografico “La Sindrome di Toret” e pezzi più datati.. Il live inizia quando Guglielmo Bruno, vero nome dell’artista, entra in scena introdotto dalla “Sabauda Orchestra Precaria”: Marco Rosito alla chitarra, Frank Sativa alle tastiere, Luca Romeo al basso e Dario Panza alla batteria. L’attacco è affidato a “Effetto sbagliato”, il suo ultimo singolo inedito uscito a luglio dello scorso anno per poi fare subito un salto indietro nel tempo con “TmVB”, contenuto nell’album di esordio del 2013, l’acronimo di “Tutti Mi Vogliono Bene”, un brano ultra ritmato che racconta i paradossi della nostra Italia in modo scanzonato ed esilarante, un flusso di giochi di parole e sarcasmo che ruota intorno ad un messaggio ben preciso: “tutti ci imbrogliano, ma ci fanno credere che sia per il nostro bene”

Willie Peyote con Samuel dei Subsonica

Dal primo album “Non è il mio genere – il genere umano” saranno presenti in scaletta anche “Le ragazze del coyote ugly” e “Dj e call center”, brano che riporta all’esperienza di fondamentale importanza nei call center dell’artista torinese. Il secondo album di Peyote porta il titolo “Educazione sabauda” del 2016 e di questo lavoro presenta brani come il quasi sdolcinato “Willie Pooh” oppure “La dittatura dei non fumatori” che parla del rapporto con I suoi vizi preferiti, ovvero fumo e alcool..Non mancano la quasi oscura “Etichette”, “Peyote451” dove a colpire maggiormente è la melodia che ruota intorno ad un riff di chitarra acustica, “Outfit giusto”, “Io non sono razzista ma…” una vera e propria critica all’immigrazione, “C’era una vodka” che ha visto sul palco anche Samuel dei Subsonica, brano che tratta una delle dipendenze più diffuse del nostro paese insieme a quella del fumo, “Che bella giornata” poca elettronica ma ricco di trombe sax e fiati in generale.

Willie Peyote duetta con Zibba

Non poteva certo mancare l’ultimo album “La sindrome del Toret”, titolo che nasce dalla combinazione tra la sindrome di Tourette e il Toret, tipica fontanella a forma di toro a Torino. “Metti che domani” e “Il gioco delle parti” rafforzano la critica di Willie alla società contemporanea, “Le chiavi in borsa” con il ritmo incalzante e l’orecchiabile melodia, “Portapalazzo” caratterizzata da chiari riferimenti all’astensionismo giovanile, “Giusto la metà di me” che si allontana dai suoni tradizionali per avvicinarsi al jazz e finire con una sorprendente parte strumentale, “I cani” che esprime le contraddizioni tipiche della nostra società e che culmina nell’ironico “I cani sono meglio delle persone che dicono che I cani sono meglio dlle persone”. I fiumi di parole inutili che muovono il mondo contemporaneo sono al centro del brano “C’hai ragione tu”. Non possono mancare “Dettagli”, un singolo uscito nel 2015 e “Tua nadre” cantata insieme a Zibba presente anche lui sul palco con la sua armonica

Il rapper e i suoi musicisti abbandonano il palcoscenico solo per pochi minuti prima del gran finale: ”Ottima scusa”, “Vendesi”, un brano intimo dove i fan esibiscono i loro accendini e “E allora ciao” concludono un live molto coinvolgente, ricco di musica ed emozioni. Non solo rap, ma anche sonorità rock e ritmi funk, ad accompagnare testi ironici ma mai banali: Willie Peyote riesce a far combaciare una molteplicità di generi musicali senza mai trascurare l’importanza del messaggio che vuole trasmettere.

Roberta Bruno

Torinese, classe 1961, è maestra professionista di tennis. Da sempre appassionata di musica, ha seguito numerosi concerti di artisti di livello internazionale sia all'Italia, sia all'estero.

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