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Un assaggio di Tirulën, i tradizionali biscotti di Isola d’Asti

ISOLA D’ASTI. Ad Isola d’Asti c’è una pasticceria, la Pasticceria Gallinotti, che dal 1970 produce dei biscotti dal nome molto particolare: i Tirulën. La prima volta che li ho visti, ho pensato a quale potesse essere il nesso con questo strano nome, ma non sono riuscita a sbrogliare il curioso indovinello piemontese. Mi hanno spiegato poi che i biscotti traggono il loro nome dal fatto che dopo la preparazione dell’impasto, si porzionano “tirando via” (è proprio da questo gesto che deriva il nome!) dei piccoli gnocchetti. Ecco perché sono stati nominati Tirulën!

La preparazione dei Tirulën e il marchio sono stati depositati nel 1977 presso il Ministero Industria Commercio ed Artigianato di Asti, in modo che i biscotti fossero protetti e la loro produzione disciplinata. I Tirulën sono nati dall’intuizione dei primi proprietari della pasticceria: nonno Silvio e nonna Teresa, che volevano creare un biscotto che sfruttasse i prodotti genuini della loro terra. Così nel 1948, impastando farina, latte, strutto di maiale, zucchero, nocciole e limone grattugiato nacquero i primi Tirulën. La ricetta è stata poi tramandata al figlio Renato ed ora alla nipote Silvia.

Nel 1970 si è organizzata ad Isola d’Asti la prima “Sagra del Tirulën e del Barbera”. Da quell’anno in poi il biscotto è diventato il dolce tradizionale del paese. Da più di 40 anni, i Tirulën vengono prodotti con gli stessi ingredienti, che erano stati pensati da Silvio e Teresa; l’unica variante è che oggi viene utilizzato il burro al posto dello strutto di maiale.

I biscotti hanno una forma rotonda, ma schiacciata. La loro consistenza è croccante e friabile, mentre il colore è leggermente dorato all’esterno, ma di un giallo intenso all’interno. Il sapore è un mix ben equilibrato di dolce e amaro, che lascia nel palato un sapore leggermente amarognolo. Grazie a questa caratteristica, risulta ottimo l’abbinamento con il vino Barbera d’Asti o del Monferrato DOC, ma altrettanto indicato è l’accompagnamento con tutti i vini dolci.

Preparazione

Disporre la farina a fontana su una spianatoia, poi aggiungere nel vulcano così ottenuto i seguenti ingredienti: latte, burro, nocciole, lievito e una buccia di limone grattugiata. Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Dopodiché, come insegna l’antica tradizione, si strappano dall’impasto tanti piccoli gnocchetti. Prima di metterli in forno, si passano nello zucchero. Regolare poi il forno a 200 °C e lasciare cuocere per 20 minuti circa.

Chiara Parella

Classe ’87, torinese di nascita, ma astigiana di adozione, dopo una formazione classica, si è laureata in scienze e tecnologie agroalimentari presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa di marketing e comunicazione e scrive per alcuni blog di settore. Amante da sempre della letteratura latina e della cultura in generale, è in procinto di pubblicare il suo primo libro.

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