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“Tuber magnatum Pico” tra storia e tradizione langarola

ALBA. Sino al 24 novembre proseguirà la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba giunta alla sua edizione numero 89: un vero tripudio di esperienze enogastronomiche e sensoriali tra innovazione, tradizione e sostenibilità ambientale. Fulcro della fiera è il mercatino mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, un’occasione perfetta per scoprire e degustare il Tuber magnatum Pico, la cui qualità sarà garantita dai giudici del Centro Nazionale Studi Tartufo. Un appuntamento per tutti, dagli estimatori e conoscitori fino ai più curiosi, che potranno allietare le proprie passeggiate per il centro storico della città accompagnandosi con qualche assaggio di questo prodotto così tipico e peculiare.

Il cibo è una delle più straordinarie espressioni della cultura materiale ed è indubbiamente una delle motivazioni di viaggio per chi raggiunge le colline di Langhe, Roero e Monferrato. La nostra più preziosa risorsa, il Tartufo Bianco d’Alba, è il perfetto legame tra la tavola tradizionale e la cucina stellata, un elemento immancabile ed eccezionale valore aggiunto sui piatti del territorio“, ci spiega Liliana Allena, presidente dell’ente che gestisce la fiera albese.

Il tartufo altro non è che un fungo ipogeo (che vive sotto terra), a forma di tubero, in simbiosi con le radici di alcune piante, quali, per esempio, la quercia, il tiglio, il nocciolo, il carpino e il pioppo. Insomma, un piccolo corpo fruttifero dalle forma irregolare e dalle dimensioni comprese tra i 2 ed i 9 cm, che si presenta all’osservatore con un gleba bianca-marmorizzata e dal forte odore caratteristico. Cresce interrato alle profondità che possono andare da pochi cm fino a oltre il metro, spesso vicino ai corsi d’acqua, e specialmente nel periodo autunnale.

La grande storia dei tartufi piemontesi, e di quello d’Alba in particolare, inizia grazie ad un ristoratore albese, tale Giacomo Morra che, nel 1929, volle fare di questo fungo ipogeo un simbolo gastronomico di prelibatezza e prestigio, in grado di attirare sul Piemonte l’attenzione di tutto il mondo. Con grande spirito imprenditoriale e di passione per la sua terra, Morra portò il tartufo bianco all’interno della Fiera d’Alba, all’epoca ben diversa da quella di oggi, esponendovi i migliori tartufi raccolti ed arrivando a riscuotere un grandissimo successo. Basti pensare che, nel 1936, la Fiera del Tartufo d’Alba fu inaugurata dallo stesso Umberto di Savoia, seguito nel 1937 da Pietro Badoglio, che sarà nominato senatore e Capo del Governo il 25 luglio 1943.

La Fiera subì una battuta d’arresto dal 1942 al 1945, a causa della Seconda Guerra Mondiale; poi gli appuntamenti annuali ricominciarono. Sin dal principio la manifestazione si è caratterizzata come un appuntamento internazionale da non perdere e che nel corso degli anni ha visto la partecipazione di importanti personaggi, dalle icone del mondo sportivo come Joe di Maggio ai  grandi registi cinematografici come Alfred Hitchcock.

Sono tanti i traguardi raggiunti dal tartufo bianco d’Alba in Italia e all’estero, basti pensare che, nell’edizione del 2010, tredici tartufi sono stati battuti all’asta per l’incredibile cifra di 307,2 mila euro. I due esemplari più preziosi sono andati uno a Hong Kong per 105 mila euro, mentre l’altro a Grinzane, per la non piccola cifra di 100 mila euro. Sempre Hong Kong si è aggiudicata il tartufo più prezioso, questa volta nel 2009, con un incredibile esemplare di 750 grammi dal valore di 100.000 euro.

Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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