Tradizione in cucina: il Ciciu ’d Capdan delle vallate cuneesi

CUNEO. Il Ciciu ’d Capdan, letteralmente “pupazzo di capodanno”, è un tradizionale dolce povero della cultura gastronomica piemontese, per la precisione delle valli del Cuneese, dove veniva regalato ai bambini come buon augurio in occasione delle feste di fine anno. Diffuso in tutta la regione con nomi e forme differenti, è entrato di diritto all’interno della lista dei prodotti PAT piemontesi, grazie alle “metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura che risultano consolidate nel tempo e sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni“.

Se però la storia di questo piccolo dolce antropomorfo si perde tra il mito e la leggenda, in un nodo difficilmente districabile, fortunatamente un diverso destino spetta alla ricetta, che ci giunge, seppur in diverse versioni, pronta per essere cucinata. Di seguito vi proponiamo una ricetta elaborata da Beatrice Di Tullio nel suo blog betulla.eu.

Ingredienti

  • 500 g di farina 00
  • 100 g di zucchero
  • 125 g di burro
  • 250 g di latte
  • 4 g di lievito di birra disidratato
  • 2 uova medie
  • una scorza grattugiata di limone
  • una polpa di mezza bacca di vaniglia

Preparazione

il primo passo nella preparazione del nostro Ciciu ‘d Capdan parte dalla pastella di lievito: per prima cosa, in una terrina, mescoliamo 100g di farina setacciata con il lievito disidratato ed il latte, il tutto rigorosamente a temperatura ambiente. Uniamo un cucchiaino di zucchero e mescoliamo bene, aiutandoci con una forchetta, fino ad ottenere una pastella omogenea e liquida. Copriamo la terrina e lasciamo riposare il nostro composto in un luogo buio e tiepido, almeno per una quarantina di minuti. Nel frattempo, in una terrina capiente, iniziamo ad occuparci dell’impasto vero e proprio: setacciamo i nostri rimanenti 400 grammi di farina e lo zucchero, formando al centro del cumulo un “incavo” dove verseremo le uova (intere), gli aromi, il burro precedentemente fuso e, per ultimo, un pizzico di sale. Sempre muniti della nostra forchetta, mescoliamo rapidamente il tutto, ed aggiungiamo infine la pastella di lievito preparata precedentemente.

Bene: è ora di lavorare a mano il nostro composto. Per prima cosa, rovesciamo il composto su una spianatoia, precedentemente cosparsa di un sottile velo di farina, ed impastiamo a mano lasciando assorbire all’impasto la farina necessaria perché questo si rassodi e raggiunga la corretta compattezza. Copriamo il tutto e lasciamo lievitare in un luogo buio ed asciutto per circa un’ora.

Perfetto: trascorso questo tempo, è finalmente ora di “intagliare” il nostro Ciciu. Trasferiamo l’impasto su una teglia coperta di carta da forno e sagomiamolo nella forma scelta. Non preoccupatevi e date libero sfogo alla fantasia! Una volta data vita alla forma del nostro pupazzo di capodanno, spennelliamo l’omino con un uovo sbattuto e dello zucchero, così da dargli, in fase di cottura, quella tipica quanto invitante colorazione dorata. Dopo averlo decorato a gusto con canditi, codette o zuccherini, cuociamo il nostro dolce in forno preriscaldato a 200° per una ventina di minuti o, almeno, fino a quando non vedremo comparire sulla pasta la già citata patina dorata.

Adesso il nostro Ciciu ‘d Capdan è pronto: presentiamolo, freddo ed ancora intero, ai nostri ospiti, magari accompagnato da un bicchiere di Moscato d’Asti.

Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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