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Toro, quando l’umiliazione diventa vergogna…

Finalmente, dopo 15 anni di sua gestione, ricorderemo per sempre il Dott. Urbano Cairo. Dopo tre lustri, in cui gli chiedevamo di darci un segnale, il nostro Presidente ha saputo regalarci la ciliegina sulla torta (amarissima) con la peggior umiliazione casalinga mai subito nella storia granata. Eppure ci aveva avvisato nei giorni scorsi quando sui social, rispondendo ad un tifoso che lo contestava, aveva replicato: “se me ne vado vi pentireste”, frase che sapeva più di minaccia che di passione, mai dimostrata, per il Toro. Solo oggi, post Atalanta, abbiamo capito a cosa faceva riferimento. Abbiamo già toccato il fondo da parecchio ma con una buona pala si può ancora scavare e scendere più in basso. Il risultato sportivo, che resterà per sempre negli annuari del calcio, ci addolora e umilia perché i tifosi granata non meritano tutto questo e non sono d’accordo con chi critica i bergamaschi colpevoli di aver calpestato il nostro cadavere continuando a giocare e a segnare.

La cosa che più mi amareggia è avere visto il nostro allenatore chiedere ripetutamente al quarto uomo di non concedere alcun recupero per porre fine alla debacle. Questo si che lo trovo vergognoso, come trovo vergognoso aver messo una giovane promessa come Millico sul 0-5 per averlo poi visto piangere (unico e solo) a fine partita rischiando cosi di bruciare l’unico giocatore di talento del nostro vivaio. Se mai ne avessimo avuto ancora bisogno è l’ennesima dimostrazione della totale confusione mentale in cui è caduto il nostro attuale tecnico. Perdere 7-0 fa male, anzi malissimo ma è servito a fare aprire gli occhi ai tanti che ancora vivevano tra le nuvole, quelli che sino a poco tempo fa parlavano di Champions League, quelli che paragonavano la nostra crisi a quella del Napoli o del Milan, quelli che sprezzanti dicevano che “l’Atalanta non ha la nostra storia” e quindi non possiamo fare paragoni con loro. Prendere sette schiaffi forse servirà anche a riunire una tifoseria divisa, o meglio fatta dividere ad arte, nella sua contestazione contro la società perché oramai anche i tifosi prezzolati non possono più nascondere la testa sotto la sabbia cantando come se nulla fosse e forse la curva Sebastopoli sta ritrovando un poco di Maratona nel suo cuore.

Oggi però vado contro corrente e vi dico che Mazzarri non va esonerato. Questo gesto andava fatto un paio di mesi fa e non quando la barca sta affondando non per motivi calcistici. Chi potrà mai essere il salvatore della patria al suo posto? Quale allenatore (con esperienza e capacità) potrebbe mai accettare di venire a sedersi su questa panchina? Per prendere l’ennesimo scarto tra gli esonerati mi tengo stretto il nostro “piagnina” sino a fine campionato ma non gli perdonerò mai i suoi atteggiamenti vittimistici, la sua presuntuosità e l’aver citato un giocatore di Venaria come esempio nel tempio granata. Per fortuna un rischio retrocessione non esiste e finiremo, come sempre, il campionato nel dimenticatoio di metà classifica senza dare fastidio a nessuno. Pur se hanno provato a scaricare le colpe sui tifosi, rei di avere creato “un clima ostile” con i propri fischi le colpe sappiamo bene dove stanno. Dopo 15 anni di promesse mai mantenute, di “mi ispiro a Ferruccio Novo”, di “costruirò un Toro più forte di quello degli anni 70”, di “questa squadra è difficilmente migliorabile”, di “la nostra difesa è più forte di quella della Juventus”, di “Messi non è in vendita” e di tante altre castronerie dette oggi siamo arrivati ai titoli di coda.

Lo ripeto per quei pochi che hanno ancora il salame cotto davanti agli occhi. Siamo stufi di questa società e dei suoi dirigenti, non si contesta la squadra (pur se qualcuno veramente un paio di calci nel sedere li meriterebbe pure) ma esclusivamente chi è il vero colpevole di questo scempio. Probabilmente avremmo sopportato ancora a lungo ma la vergogna dell’”esperimento sociale” è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I tifosi granata hanno perso la passione e se in questi ultimi 15 anni siamo scesi da 1,2 milioni a meno di 500 mila ci sarà un motivo o no? Il colpevole di tutto questo ha un nome ed un cognome: Urbano Cairo. Oppure la colpa è dei tifosi che fischiano? Basta avere paura di “chi verrà dopo?”. Del “e se arriva un altro Vidulich o Calleri’”. Basta le frasi trite e ritrite del tipo “vi meritate Cimminelli”. Vorrei ricordarvi che la buonanima del signor Franco era diventato molto più granata ed affezionato ai tifosi di tanti altri e che ci ha rimesso una azienda e la sua vita per il Torino. I tifosi del Toro si meritano il meglio, meglio rischiare che continuare a vivere cosi. Meglio ripartire dalla serie C o dalla serie B con dignità ed onore che continuare a galleggiare a metà classifica senza dover dare fastidio. Basta connivenze e sudditanza con Venaria.

Presidente, se ne faccia una ragione, oggi il giocattolo Toro le sta procurando solo un danno di immagine (quella a cui tiene tanto), lei figlioccio di Berlusconi e quindi tifoso del Milan, lei che vive nella parentopoli tra i Caracciolo e i Miccichè suoi compagni di merende. Per una volta in questi 15 anni faccia una cosa granata, si faccia da parte e si tuffi in politica dove la aspettano a braccia aperte. Questo mestiere non è per lei, il Toro non è per tutti e il Toro siamo noi, lei è un nostro ospite e gli ospiti dopo tre giorni come il pesce puzzano. Figuriamoci dopo 15 anni…

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