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Toro, il giocattolo si è rotto: di chi è la colpa e che fare?

TORINO. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e la sconfitta casalinga con la Spal, ultima in classifica, è la ciliegina sulla torta (amarissima) dell’attuale momento granata. Non stiamo a disquisire sul risultato sportivo in sè e per sè, perché nel calcio si vince e si perde, a volte con meriti e a volte con demeriti.

La partita con i ferraresi ha però dimostrato per l’ennesima volta, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, l’incapacità del nostro tecnico di si schierare in campo una formazione offensiva. Avere giocato in casa con la Spal (non il Barcellona), fanalino di coda del campionato, con solo una punta di ruolo è quindi l’ennesima follia che ci è costata una meritata sconfitta. Sperare che siano sempre San Sirigu e San Belotti a toglierci le castagne dal fuoco non basta più e ci vorrebbe anche un “gioco” all’altezza di questo nome che però anche durante le vittorie si è visto raramente. Per nostra fortuna ci sono squadre che stanno messe ben peggio di noi e a meno di un tracollo totale non lotteremo per non retrocedere.

Come già scritto all’inizio dell’anno sarà la solita squallida stagione giocata in un triste anonimato che chiuderemo tra il 9° posto e il 13°. Facciamocene una ragione, tutto questo accade per manifesta volontà del nostro Presidente. Cairo non vuole un allenatore diverso da Mazzarri (che infatti continua a confermare) perché chiunque arrivasse al suo posto alzerebbe la voce, Cairo accetta l’infelice battuta di “Chiellini un esempio” da parte di Mazzarri senza replicare. Cairo non vuole che la squadra si rinforzi troppo perché poi dovrebbe giustificarsi verso “altri” e quindi si accontenta di vincere lo scudetto del bilancio e quello delle (sue) plus valenze. Cairo non vuole tifosi che lo contestino (vedi i daspo ad personam creati con un tranello degno di un film poliziesco). Cairo avvalla l’esperimento sociale in Primavera senza prendere una seria posizione in difesa dei suoi tifosi e dei suoi abbonati, cosa mai vista prima e di una gravità inaudita.

Il giocattolo si è rotto, facciamocene tutti una ragione e non saranno un paio di vittorie a cancellare quanto successo fuori dal campo. Dopo quanto accaduto in curva Primavera il Toro è morto una seconda volta e per me meglio fallire e ripartire da zero che vivere “sotto padrone” e per sempre nell’anonimato.

Fabrizio Gerolla

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