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Torino, chiude i battenti la libreria AUT di via Barbaroux

Specializzata nei libri dei piccoli editori del territorio, era un riferimento per i lettori del Quadrilatero romano. Il capoluogo perde una porta di accesso alla cultura, alla storia, alla letteratura e alle tradizioni del Piemonte

TORINO. Non è certo la prima dell’anno. E purtroppo non sarà l’ultima. Anche la Libreria AUT di Via Barbaroux 8, a Torino, chiuderà presto i battenti. Uno stillicidio che fa meditare. Sì, perché quando chiude una libreria, è come se si chiudesse una porta di accesso alla cultura. E la Libreria AUT, della cultura del territorio, non costituiva certo una porta di servizio: anzi, era un portone aulico, come quello di certi palazzi torinesi che, aprendosi, lasciano scoprire gemme di androni, di cancellate e di cortili. Fuor di metafora, intendiamo i libri, le pubblicazioni e le chicche che qui si potevano trovare.

La gestiva un giovane, ma espertissimo, libraio: Davide Ravan, piemontese di Gavi, in provincia di Alessandria. Ogni giorno, con il treno, puntuale, arrivava a Torino, raggiungeva l’accogliente punto vendita ed alzava le serrande a maglia del suo locale Alla sera, ripercorreva il tragitto simmetricamente opposto, rientrando a casa a tarda sera. Lo farà ancora, ma solo fino al 23 febbraio prossimo.

Signor Ravan, perché aveva scelto proprio Torino per aprire una libreria?

“Perché Torino era il mio sogno, la palestra in cui coltivare la mia passione, quella libraria. Ho scelto il centro storico perché il Quadrilatero era (e resta) culturalmente vivace, e poi su di esso converge ogni quartiere della città. Qui avrei potuto crescere professionalmente e mettere il mio entusiasmo al servizio dei torinesi, che sono lettori esigenti, competenti, e che si incuriosiscono per i libri insoliti, non facilmente reperibili (taluni addirittura di nicchia), che sono quelli in cui mi sono specializzato”.

E allora perché adesso la chiude questa libreria?

“La chiusura è in gran parte dovuta al disagio e alla fatica quotidiana di un viaggio non brevissimo, di andata e ritorno, che a lungo andare pesa anche sull’entusiasmo di chi, come me, tre anni fa, ha voluto aprire nel cuore della Torino romana questa libreria, con un progetto preciso e strategico: un sogno, ma chiaro nei dettagli. Il sogno di un ragazzo (come appunto sono io) che ha sempre avuto il pallino dei libri e che dei libri ha fatto la sua missione professionale”.

“La preparazione – continua Davide –  è fondamentale per gestire una libreria tradizionale e “indipendente”, come questa, dove è indispensabile saper indirizzare ogni lettore nelle scelte, anche quando queste sono molto mirate  ed insolite”.

Come ci ricorda Davide Ravan, la Libreria AUT è una libreria “indipendente”, cioè non è una libreria in franchising, legata in esclusiva a certi editori, dove i libri sono spesso esposti ai Lettori sugli scaffali, come merce al supermercato. Qui il ruolo del Libraio è insostituibile, perché egli deve capire le esigenze del lettore, deve garantirgli una risposta chiara ed efficace, sulla base della sua preparazione, e tenendosi sempre aggiornato sulle novità di tutte le piccole realtà editoriali, persino sui volumi in self-publishing, cioè quelli auto-pubblicati dagli autori. Davide Ravan non si è mai voluto legare a nessuna grande firma dell’editoria, per non dover sottoscrivere clausole commerciali talora onerose, e per quanto sia in grado di procurare alla clientela qualunque libro, di qualunque autore, di grido o esordiente, e di qualsivoglia casa editrice, si è specializzato soprattutto nella piccola editoria del territorio: opere per palati fini, e dai contenuti intrinseci di alta qualità. Da lui si possono trovare volumi di storia locale, saggistica, letteratura sportiva (Davide è un fedelissimo tifoso granata), eleganti pubblicazioni a tiratura limitata, anche in lingua piemontese, introvabili negli store della grande distribuzione.

Aprire a Torino è stato allora per Davide Ravan una avventura positiva, formativa professionalmente, ma anche coraggiosa, in un momento congiunturalmente non facile, in cui molti degli esercizi attigui di Via Barbaroux, alcuni storicamente famosi, come l’emporio gastronomico Perruquet (noto per il suo burro di qualità e le sue uova selezionate), una florida panetteria e un paio di negozi di abbigliamento, tanto per citarne qualcuno, hanno recentemente dovuto tirare giù definitivamente le serrande per le difficoltà di accesso nel Quadrilatero, irrigidite da una Ztl che rende difficile l’afflusso pedonale e certo non favorisce il commercio.

Un’altra libreria che chiude, purtroppo: un’altra porta d’accesso alla cultura che viene murata. Un libraio come Davide Ravan, che è stato anche un consigliere ed un amico sincero per ogni cliente, mancherà sicuramente ai lettori torinesi. Saranno invece certamente fortunati gli amici di Gavi, che in lui riconosceranno “il libraio del paese”, e ne saranno fieri. A noi non resta che augurargli ogni successo.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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