Tempo di guerra, arrivano le donne a fare le bigliettaie sui tram e le portalettere

TORINO. Durante la Seconda Guerra Mondiale il personale a bordo dei tram torinesi era carente, dal momento che gli uomini venivano mandati al fronte. Questo fu il motivo per cui si assunsero le donne bigliettaie, anche se la maggior parte di loro fu licenziata al termine del conflitto: sui tram presero servizio il 20 giugno del 1940. Un unico gruppo di 17 bigliettaie senza altri mezzi di sussistenza lavorò, invece, fino alla primavera del 1948, quando si determinò il licenziamento anche per queste ultime.

Il 10 giugno 1940, con l’annuncio di Benito Mussolini dal balcone di piazza Venezia, l’Italia entrò ufficialmente in guerra a fianco della Germania nazista, e due giorni dopo Torino subì il primo bombardamento. Esso, oltre a sconvolgere la vita delle persone, provocò danni anche al sistema tranviario, sia riguardo al materiale rotabile sia alla rete. Deviazioni temporanee, o limitazioni di percorso, assicurarono la circolazione dei tram, ma le requisizioni del Comando tedesco gravarono sulla città, in quanto 24 vetture tranviarie per merci e passeggeri furono trasferite in Germania.

Cessati i bombardamenti, poi, fu la scarsità dell’energia elettrica a pesare sul passaggio dei tram, limitandolo alle sole fasce orarie del mattino e della sera fino al 1947.

Il 21 aprile 1941 fu quindi la volta delle prime donne portalettere a Torino, sempre in sostituzione degli uomini chiamati alla armi. Nelle fotografie dell’epoca le donne ritratte nelle mansioni un tempo riservate agli uomini, e nelle relative divise, appaiono generalmente fiere, sorridenti e contente. Non solo. L’Istituto Luce, la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica a scopo didattico e informativo del mondo, creata nel 1924, immortalò queste postine torinesi camminare fiere nella neve con gli zaini colmi di posta.

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.