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Quel folk delle Gemelle Nete “riscoperto” da Arbore…

Originarie di Trinità, in provincia di Cuneo, le Gemelle Nete erano nate nel 1911. Iniziarono a svolgere il lavoro di sarte e ricamatrici nel paese natale, per poi apprendere la musica da autodidatte: Neta (Anna) si esibiva con la chitarra e China (Domenica) con il mandolino. Per oltre quarant’anni hanno cantato canzoni popolari dell’Italia delle mondine e tanti brani di successo del periodo del boom economico.

Si esibivano nelle feste popolari e nelle sagre paesane del Piemonte, come pure nelle feste di famiglia per i battesimi e per i matrimoni. A portarle per la prima volta in Tv, per la precisione a Tele City, a Mondovì, ogni  sabato sera, è stato il maestro Bruno Baudissone, che le accompagnava al pianoforte, mentre Neta e China deliziavano i telespettatori con la loro voce argentina sulle note della loro chitarra e del mandolino. Ricorda Baudissone: “Indimenticabili… Avevano sempre addosso un po’ di profumo Violetta di Parma”.

Furono poi scoperte da Renzo Arbore, che le portò nelle sue trasmissioni di successo degli Anni Ottanta. Ebbero così un lampo di notorietà nazionale. Molti ricorderanno la loro performance canora, su cui passavano i titoli finali.

Tra i loro più noti successi, la celeberrima interpretazione di “Un bacio a mezzanotte”. Erano simpatiche ed argute, ma soprattutto non si montarono mai la testa, e rimasero quelle che erano prima del successo: due figure semplici e deliziose. Poi caddero nell’oblio. “Ora sono in cielo, e cantano per gli angeli”, come suggerisce Gioachino Lingua, fossanese, che è stato un loro fan.

Per ricordare le due sorelle il loro paese natale, Trinità, ha recentemente organizzato un Gemelle Nete Pride, con la partecipazione di molti artisti. In effetti, le Gemelle Nete meritano molto di più del semplice omaggio di un ricordo, perché hanno rappresentato la dolcezza, la semplicità, la modestia del popolo piemontese, ed hanno lasciato un segno nella cultura popolare e nella storia della musica folk della nostra regione.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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