CuriositàTorino

Quando al caffè si trascorrevano ore a fumare e chiacchierare

TORINO. I caffè erano realmente un vanto della vecchia Torino: locali dove si era trattati con cortesia, si spendeva pochissimo, si poteva stare tutto il giorno al caldo a chiacchierare, fumare, magari sperando che vi comparissero De Amicis o Teja o Petracqua o qualche giornalista importante. Meritevole di segnalazione anche il “Progresso” di via Vanchiglia, definito covo di rivoluzionari, il “Gianoglio” situato in locali al primo piano presso Porta Nuova, il “Borsa” in via Roma divenuto poi un cinema, il “San Carlo”, rifatto nel dopoguerra e ricchissimo di dorature, specchi e marmi, la “Rotonda” in piazza Cavour, il “Venezia” in via Po angolo via Rossini, ritrovo di immigrati veneti, “La Perla”, punto d’incontro di immigrati meridionali, gli “Specchi” in via Bertola, lussuoso e con molte riviste francesi che destavano scandalo.

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Ivano Barbiero

Giornalista professionista, ha lavorato per 35 anni per l’Editrice La Stampa (Stampa Sera, La Stampa, TorinoSette), scrivendo di spettacolo, cronaca, teatro, arte. Per vent’anni cronista di nera, dal 1990 al 1992 è stato presidente del Gruppo Cronisti del Piemonte e della Valle d’Aosta. Di recente è uscito nelle librerie il suo romanzo noir “Torino. Il guardino dei Cavalieri”.

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