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Polenta d’Ivrea, una delizia della pasticceria eporediese

IVREA. C’è una specialità tradizionale piemontese che si può realizzare anche in casa: è una variante alquanto originale della polenta, ma che non viene tuttavia mai servita come secondo o come piatto unico, e neppure fa da contorno a carni saporite. La specialità di cui voglio parlarvi in questo articolo è infatti un dolce tipico eporediese: un dolce squisito, o se volete una torta particolare, notissima nel territorio che si estende tra la Serra e le sponde della Dora, e che viene chiamata la Polenta d’Ivrea.

Si chiama così perché questo dolce, rivestito da una sottile crosta friabile, aromatica e delicata, al suo interno, rivela una pasta fragrante, che della polenta ha lo stesso classico colore giallo-oro brillante. Inoltre, la Polenta d’Ivrea, riproduce, sia pure in miniatura, la forma di una fumosa polenta, appena versata dal tegame sul tipico asse di legno. E poi non c’è da meravigliarsi troppo se la si chiama così, dal momento che il suo ingrediente basico è proprio la farina di méliga (oggi va più di moda chiamarla farina di mais, è vero, ma sono ancora molti i piemontesi autentici che continuano risolutamente a chiamarla così), farina di méliga – dicevo – che della polenta tradizionale è l’ingrediente fondamentale.

La Polentina è una sorta di mono-razione, ideale da consumarsi a colazione o merenda

Della Polenta d’Ivrea c’è anche una variante a dimensioni ridotte, la Polentina. No, Pinocchio e i personaggi del capolavoro collodiano non c’entrano: la Polentina è una sorta di mono-razione ideale da consumarsi a colazione, a merenda, o come spuntino a metà mattinata. Ad Ivrea e dintorni, molti scolari ancora usano consumarla in classe, nell’intervallo delle lezioni. Un tempo, almeno per i ragazzini delle famiglie più agiate, era l’alternativa alla più classica e popolare mela, o al ricercato fruttino Zuegg, antesignano delle moderne merendine industriali.

La ricetta di questo dolce, gustoso e delicato, è alquanto semplice, ed è per questo che può essere realizzato facilmente anche nel forno di casa: gli ingredienti dell’impasto sono: farina di frumento, la già citata farina di méliga (ovvero mais o granturco), burro, tuorlo d’uovo, fecola, zucchero e scorza di limone grattugiata; mentre la copertura è composta da miele, succo d’arancia o limone, e granella di nocciole. Il segreto sta, come sempre, nel dosaggio dei componenti e in quelle minute varianti, che in ogni famiglia si tramandano sottovoce da madre a figlia, o da suocera a nuora, con la consegna tassativa di non svelarle a nessuno. Non è infrequente, ad esempio, la variante con aggiunta di sciroppi, marmellata, canditi, e nocciole. L’uvetta candita è tuttavia quasi sempre presente nella Polenta d’Ivrea, anche se non è tassativa.

Ma se passate per Ivrea, e non vi volete azzardare in esperimenti personali che potrebbero magari riservare qualche piccolo margine di incertezza sui risultati, allora non perdete l’occasione di entrare in una delle numerose pasticcerie della ridente cittadina piemontese, per acquistare una Polenta d’Ivrea realizzata con l’esperienza della tradizione, spesso pluridecennale, nel laboratorio di qualche storico locale che si affaccia sulle vie del centro storico. Ma ce ne sono di ottimi anche in periferia.

Fino ai primi anni Ottanta, uno di questi era sicuramente la pasticceria dei fratelli  Pietro e Giovanni Strobbia, di via Palestro 10. Nel 1922 (ormai quasi cento anni fa) furono proprio loro i primi a depositare il marchio, la forma, l’incarto e la ricetta originale della Polenta d’Ivrea. Il dolce, già nel 1931, meritò di essere incluso nella prestigiosa “Guida Gastronomica d’Italia”, edita dal Touring Club Italiano, che appunto citò la Polenta d’Ivrea tra le specialità dolciarie caratteristiche della zona di Ivrea.

La Torta 900 è una specialità della Pasticceria Balla di Ivrea

Ad Ivrea le pasticcerie non mancano di certo: in corso Vercelli, al civico 2, troverete ad esempio la Pasticceria dei Fratelli Zoppo; in piazza Gioberti 8, la Pasticceria “L’Antica” di Romaniello. O la Pasticceria Balla di corso Re Umberto 16, dove – oltre a squisite interpretazioni della Polenta d’Ivrea – potrete anche trovare un’altra specialità esclusiva della casa: la Torta 900 (una torta farcita con un impasto di delicata crema pasticciera, burro e cioccolato, la cui miscela è brevettata e ovviamente segreta), che fu creata alla vigilia del XIX secolo, dal pasticciere eporediese Ottavio Bertinotti, fondatore del negozio ora gestito dalla famiglia Balla.

L’interno della pasticceria di Piero e Giusy Gaida in corso Vercelli a Ivrea

Alla Casa del Dolce, in corso Vercelli, al civico 172, la titolare Giusy Gaida propone Polente e Polentine d’Ivrea, tutte con la tradizionale uvetta: “Mio suocero, storico pasticciere – spiega -, ha sempre prodotto la Polenta d’Ivrea con le uvette, e anche la Polentina. E noi continuiamo questa tradizione. È proprio l’uvetta che dà al nostro prodotto un sapore e un aroma particolare. Ma ci sono alcuni pasticcieri, in effetti, che non la utilizzano”.

Una vecchia pubblicità della Pasticceria Strobbia

Altri locali in cui trovare la Polenta d’Ivrea, sono la Pasticceria Eporedia (è in via Circonvallazione 52); la Pasticceria Tre Torri, in via Torino 185; la Pasticceria Strobbia Maghi Infarinati, in corso Botta 30 ed altri ancora. Dunque, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Altrimenti, se sentite di poter dare spazio alla vostra fantasia, provate a realizzare una Polenta o una Polentina d’Ivrea tutta da soli.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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