Economia, Lavoro, IstruzionePrimo PianoTorino

Piemonte, un miliardo per investire sull’innovazione

TORINO. «Miriamo a creare un detonatore per far aumentare i venture capitalist italiani», così ha esordito alle Officine Grandi Riparazioni  il vicepremier Luigi Di Maio, proponendo un nuovo fondo economico che dovrebbe favorire l’innovazione nel territorio piemontese.

Un miliardo in tre anni per sostenere investimenti in start up e innovazione, creato con la cessione del Mise di circa il 70 per cento del capitale sociale di Invitalia Ventures SPA a Cassa depositi e prestiti che porta in pancia una somma di 400 milioni.

Un progetto di innovazione che punta molto sulle nuove soluzioni per una mobilità ecosostenibile, di cui FCA a Mirafiori è una delle migliori esponenti: «Investiremo come Mise milioni di euro per l’area di crisi complessa per permettere la riconversione di tutte le aziende dell’indotto legate alla produzione della 500 elettrica che farà Fca a Mirafiori. Questo è un altro progetto di riconversione economica e la 500 elettrica sarà un altro simbolo di un nuovo mondo di mobilità. Speriamo che un giorno si possa avere anche la guida autonoma»

Un progetto che punta alla nascita di nuove start-up e di nuove “venture capital” per poter riportare e tenere in Italia quei giovani che, formati in Italia, hanno “finito per regalare loro e le loro idee innovative ad altri Paesi”, come dichiara il Vicepremier.

Figura centrale di questa piccola rivoluzione economica sarà “l’Innovation manager”, colui che definisce, realizza e implementa gli strumenti dedicati alla gestione dell’innovazione tenendo conto del budget, del grado di autonomia e delle priorità strategiche della propria azienda.

L’obiettivo? Realizzare una progressiva digitalizzazione delle aziende italiane che hanno meno di 15 dipendenti, circa il 90%, per le quali saranno distribuiti voucher da 40 mila euro a disposizione delle Pmi per assumere innovation manager che le aiutino a introdursi nel mondo dell’Industria 4.0.In un intervista, Di Maio ha parlato anche dei ciclofattorini, che recentemente hanno fatto sentire la propria voce in richiesta di maggiori sicurezze e diritti, assicurando di essere al lavoro per garantire a questi lavoratori, spesso giovani, tutele maggiori al pari degli altri lavoratori Dipendenti.

«Nel 2030 ci si aspetta che il 70% della popolazione vivrà in città: dobbiamo costruire un ecosistema che sia pronto a trasformare tecnologia in possibilità. Come? Cavalcandola, non subendola. Se quell’innovazione noi la subiremo, la comunità intera ne uscirà sconfitta. È per questo che stiamo costruendo la città resiliente. Decidere ora di infrastrutturale una strada per la guida autonoma può far paura, ma essere la prima città a farlo significa posizionarsi a 10/15 anni. E così creiamo una città resiliente del futuro», conclude la sindaca Appendino.

Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

Articoli correlati

Close