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Nella città dell’aerospazio inaugurata la sezione italiana di Moon Village Association

TORINO. A quasi cinquant’anni dal primo volo con astronauti Terra-Luna,  quello dell’Apollo 8, che si svolse nel dicembre 1968, la Luna torna di moda.  Agenzie spaziali, compagnie private, centri di ricerca, industrie e università preparano missioni lunari, in modalità e tempi diversi.

Torino, da sempre per tradizione città italiana dell’aerospazio, ha ospitato ieri, mercoledì 23, al Politecnico, un convegno dove è stata presentata per la prima volta la sezione italiana della Moon Village Association, un’associazione internazionale che propone e discute tramite forum internazionali progetti per il ritorno alla Luna, che prevedano basi permanenti di ricerca e che siano anche trampolino di lancio per le successive missioni per Marte.

USA, Russia ed Europa ma anche Cina e India preparano missioni lunari: la Cina annuncia uno sbarco di astronauti attorno al 2030, mentre la stazione spaziale che farà seguito all’attuale ISS, la stazione spaziale internazionale, sarà una stazione cis-lunare, che seguirà cioé una traiettoria lontana dalla Terra in grado di farla girare attorno alla Luna, che vede coinvolta la Thales Alenia Space a Torino.

L’evento è stato organizzato dalla Moon Village Association e dall’AESA (associazione di studenti di ingegneria aerospaziale) con l’intervento di numerosi esperti: l’introduzione, con la presentazione dei progetti della Moon Village Association, è stata curata dal presidente, Giuseppe Reibaldi (ingegnere, 35 anni di esperienza all’ESA, in Olanda); il futuro sulla Luna e le basi lunari sono state presentate dal professor Giancarlo Genta (Politecnico di Torino, e membro dell’Accademia Internazionale di Astronautica), e la prossima futura base cis-lunare, come avamposto per le future basi, è stata presentata da due ingegneri di Thales Alenia Space, Maria Antonietta Perino e Franco Fenoglio.

Il profossor Carlo Ostostero, del Politecnico (Dipartimento Ingegneria strutturale) ha illustrato come è possibile costruire un edificio sulla Luna, usando il terreno lunare con il 3D printing, e la conclusione ha visto presentare gli studi di Giovanni De Maria, professore all’Università La Sapienza di Roma, effettuati sui campioni lunari raccolti nel 1969 dagli astronauti dell’Apollo 12: “Il ritorno sulla luna e’ un’avventura straordinaria per il  futuro dell’umanita” – dice l’ingegner Giuseppe Reibaldi, presidente della Moon Village Association – “che sarà rivolta a progetti non solo per i ricercatori o gli ingegneri, ma anche per il pubblico. Chiunque potrà iscriversi, e proporre progetti che saranno valutati da uno staff di esperti”.

Il sito web della Moon Village Association è www.moonvillageassociation.org

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Antonio Lo Campo

Antonio Lo Campo, nato a Torino, è giornalista scientifico specializzato per il settore aerospaziale. E' Space Editor per il quotidiano "La Stampa". Collabora anche con "Avvenire" e con le riviste di astronomia "Nuovo Orione" e "Le Stelle". Ha scritto due libri sulla storia dell'astronautica e come co-autore ha collaborato a diverse opere editoriali su temi di scienza e spazio. E' socio consulente di vari gruppi di astrofili in Italia, e ha ricevuto alcuni premi per la sua opera di divulgazione scientifica.

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