Nati il 16 novembre: l’attrice e regista torinese Valeria Bruni Tedeschi

TORINO. Durante la sua carriera in Italia ha vinto quattro David di Donatello come migliore attrice protagonista. Valeria Bruni Tedeschi non ha bisogno di grosse presentazioni. Il suo volto è ben conosciuto dagli amanti del grande schermo per le decine di interpretazioni in film prodotti in Italia e all’estero. Ma non solo, in quanto è anche apprezzata come sceneggiatrice e regista. Valeria nasce a Torino il 16 novembre  del 1964. Di ricca famiglia ebraica è figlia dell’industriale e compositore Alberto Bruni Tedeschi e della pianista e attrice Marisa Borini, sorella di  Carla, ex first lady francese e cantautrice,  e Virginio, mancato nel 2006. Il nonno Virginio nel 1924 fonda la Ceat di cui è a capo sino al 1938, mentre il padre Alberto ne sviluppa l’attività su scala mondiale, aprendo filiali e consociate. Nel 1939, nel quadrilatero compreso tra via Leoncavallo, via Bioglio, via Ternego e via Pacini in Barriera di Milano Alberto Bruni Tedeschi apre la fabbrica di pneumatici, inizialmente utilizzata per la produzione di maschere antigas. Negli Anni Settanta, dopo essere diventato il secondo brand italiana nel settore degli pneumatici, viene venduto alla Pirelli.

Nella sua carriera Valeria si aggiudica molti riconoscimenti.  Nel 1996 per il film La seconda volta, nel 1998 con La Parola Amore esiste,  nel 2014 per l’interpretazione in  Il capitale umano, e nel 2017 per: La pazza gioia.  Nel 1994 in Francia ha vinto il premio Cèsar, come migliore promessa femminile nel film Le persone normali  non hanno niente di eccezionale.  

Valeria si trasferisce con la famiglia all’età di  9 anni a Parigi per timore di rapimenti e in seguito al terrorismo delle Brigate Rosse. A Nanterre frequenta i corsi di teatro alla Ecole des Amandiers, dove insegna Patrice Chéreau, che la aiuterà a esordire nel mondo del cinema nel 1987 con Hôtel de France del quale è regista. Oltralpe la sua carriera vive un momento d’oro negli anni duemila con numerosi ruoli da protagonista, sovente ritratti di donne fragili e tormentate. Come nel 1993 nl film  Le persone normali non hanno niente di eccezionale, di Laurence Ferreira Barbosa, che ha grande successo di pubblico in Francia, che le fa vincere il premio César come miglior giovane promessa femminile e il premio come miglior interprete femminile al festival di Locarno. Una prova eccellente di recitazione la si nota nel film Cinque Per Due – Frammenti di vita amorosa di François Ozon, dove interpreta 5 episodi di una storia d’amore à Rebours ambientati in epoche diverse e passando in rassegna tutta una serie di emozioni, dal cinico distacco di un divorzio alla gioia dell’innamoramento. Per realizzare il film, dove deve fare delle diete ingrassanti per adattare il fisico alle diverse età del personaggio, riceve una candidatura agli European Film Awards 2004 come migliore attrice.

Valeria con la sorella Carla

Nel 2003, l’esordio alla regia con È più facile per un cammello, molto autobiografico, con il quale vince il Premio Louis-Delluc come migliore opera prima. Nel 2006 è regista e interprete della sua opera seconda: Attrici, riscuotendo enorme successo di critica e pubblico, rafforzando la sua immagine di artista e interprete sempre sensibile e raffinata. Nel 2009 gira Baciami ancora, e la sua  interpretazione le vale una candidatura ai Nastri d’argento come miglior attrice non protagonista. Nel 2013 presenta al Festival di Cannes 2013 il suo terzo film da regista: Un castello in Italia.

Per sei  anni (2007-2012) è stata legata al noto attore francese Louis Garrel, con cui adotta una bimba africana, Céline. Nel gennaio  del 2014 esce in Italia Il capitale umano, film diretto da Paolo Virzì, ispirato all’omonimo romanzo di Stephen Amidon. Nel film Valeria Bruni Tedeschi interpreta Carla Bernaschi un’ex attrice sposata a un broker finanziario, ricca, ma annoiata e senza uno scopo di vita che però nell’ambito della vicenda si trova ad affrontare molte situazioni che la responsabilizzano. La sua interpretazione ha un ampio riscontro di pubblico e critica: vince il premio per la migliore attrice al Tribeca Film Festival 2014, il Ciak d’oro per la migliore attrice protagonista, il suo terzo David di Donatello come migliore attrice protagonista, che dedica al maestro e amico Patrice Chéreau, scomparso l’anno precedente e ottiene la candidatura sia per il  Nastro d’argento sia per l’European Film Award 2014. Riceve anche l’Onorificenza  Francese di Cavaliere dell’Ordine delle arti e delle lettere – nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell’Ordine delle arti e delle lettere (Francia).

 

Danilo Tacchino

Nato a Genova, da sempre vive a Torino dove si è laureato in Lettere. Sociologo e giornalista pubblicista , ha sviluppato ricerche storiche nell’ambito della musica, dell’ufologia e dell’industria locale. Sin dagli Anni Ottanta ha realizzato diversi volumi su tradizioni e misteri locali della Liguria e del Piemonte. Appassionato anche di letteratura, è direttore artistico di alcune associazioni culturali torinesi.