Mostra sulla Sindone, un successo di partecipazione: si prosegue sino al 21 gennaio

TORINO. Proseguirà sino al 21 genaio 2019 la mostra La Sindone e la sua immagine allestita nella Corte Medievale al piano terreno di Palazzo Madama. La rassegna, allestita in concomitanza con la riapertura della Cappella della Sindone capolavoro del Guarini, dopo i lunghi  lavori di restauro dovuti al devastante incendio che nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1997 ne aveva gravemente danneggiato le strutture dell’edificio, sta riscuotendo ampi consensi e una nutrita partecipazione.  La mostra a Palazzo Madama ripercorre i quattro secoli che hanno legato il Sacro Lino con i Savoia e la città di Torino, con oggetti che provengono dai Musei Reali, dal Museo della Sindone, dal Castello di Racconigi, Palazzo Madama e dalla Fondazione Umberto II e Maria Josè di Savoia. Si inizia il percorso dal cofanetto utilizzato per il trasporto da Chambéry, alle immagini celebrative delle ostensioni raffigurate su incisioni e dipinti.

La Sindone arrivò a Torino, nuova capitale del ducato, nel 1578 su volere di Emanuele Filiberto di Savoia per abbreviare il cammino a San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, che si recava a piedi  in pellegrinaggio per visitarla e scioglierne un voto. L’incisione esposta documenta questa prima solenne ostensione alla presenza di San Carlo che venera il Sacro Lino al centro sorreggendolo, tra gli altri prelati. Altre raffigurazioni documentano la devozione verso la reliquia per ribadirne il vincolo con i Savoia, come la miniatura che raffigura il piccolo duca Francesco Giacinto in preghiera, di salute cagionevole che morirà in giovane età, oppure quella  che ricorda l’ostensione del 1663 per il matrimonio di Carlo Emanuele II con Francesca d’Orléans, o il giovane Vittorio Amedeo II in un’altra ostensione con la corte. Le esposizioni della Sindone ai fedeli ed al pubblico seguono negli anni gli eventi storici e dinastici, come la salita al trono di Carlo Alberto nel 1822, le nozze di Vittorio Emanuele II nel 1842 e quelle di Umberto I nel 1868 quando per la prima volta il Sacro Telo viene incorniciato ed esposto per vari giorni, sino all’ostensione del maggio del 1931 per le nozze tra il principe Umberto II e la principessa Maria Josè.

L’ultimo pannello della mostra ritrae in fotografia Secondo Pia ed in esposizione il suo imponente apparecchio fotografico a lastre. Egli era un avvocato torinese che durante l’ostensione pubblica del 1898 ottenne il permesso dal re Umberto I di fotografare per la prima volta la Sindone, il risultato fu singolare ed inaspettato, al momento dello sviluppo sulla lastra  apparve la figura fotografata  in positivo, da quel momento iniziò per il Sacro Lino e la sua immagine una nuova epoca.

Beppe Ronco

Torinese, appassionato di montagna e di fotografia, ha scritto alcuni libri sui castelli e sulle fortificazioni del Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e dell’arco alpino.